Storia della città di Dresda

La città ha avuto origine dall'unione di un antico insediamento slavo sulla riva settentrionale del fiume con una città dei Germani sulla riva meridionale (dove ora si trova il centro dell'attuale Altstadt). Dal 1270 è stata la sede dei Langravi di Meißen. Dal 1485 è stata la sede dei duchi di Sassonia e dal 1547 anche degli elettori.

La prima porcellana europea venne sviluppata a Dresda nel 1710.

Tra il 1806 ed il 1918 è stata la capitale del regno di Sassonia (che dal 1871 fece parte dell'Impero germanico).

La popolazione della città si quadruplicò dai 95.000 abitanti del 1849 ai 396.000 del 1900.

La città è stata ripetutamente distrutta: dal fuoco nel 1491, da bombardamenti prussiani nel 1760, durante la repressione di sollevazioni per la richiesta della costituzione nel 1849. È inoltre stata quasi completamente distrutta dai bombardamenti strategici degli Alleati del 13 e del 14 febbraio 1945 e fu nuovamente bombardata dalla USAAF, con 2.700 tonnellate di bombe, il 2 marzo e il 17 aprile del 1945. A causa dell'ampio uso di ordigni incendiari non si è mai potuto stabilire il numero esatto delle vittime, secondo alcuni quasi 200.000.

Il bombardamento del 1945

Nella notte fra il 13 e il 14 febbraio 1945 la città ha subito uno dei bombardamenti più devastanti della storia, per una durata di 14 ore e 10 minuti, che l'ha distrutta quasi completamente. Il 13 è Martedì Grasso, l'avanzata sovietica è lontana 170 km ad est e la città non è un obiettivo strategico; la gente quindi scende in piazza a festeggiare la ricorrenza. Alle 22 inizia l'attacco: 224 Lancaster della Royal Air Force sganciano migliaia di bombe incendiarie e ordigni dirompenti. Tre ore più tardi altri 529 velivoli compiono la stessa operazione, anche con bombe al fosforo che bruciano le persone colpite.

Tra le 12:15 e le 12:50 del giorno successivo è la volta dell'aviazione statunitense, che con 1350 aerei sgancia 770 tonnellate di bombe dirompenti. I resti della città bruceranno per una settimana, senza alcuna possibilità di spegnere l'incendio o soccorrere gli abitanti. Alcuni piloti racconteranno che perfino dai loro aerei era possibile sentire l'acre odore di carne bruciata.

Il numero dei morti non è mai stato dichiarato ufficialmente. Nel libro Mattatoio n. 5 dello scrittore americano Kurt Vonnegut (che si trovava a Dresda, come prigioniero di guerra, durante il bombardamento), si stimano in circa 135.000.

Altre fonti stimano il numero delle vittime fra le 35.000 e le 135.000, con maggiori probabilità per la fascia più bassa.

Qualunque sia il numero esatto, si tratterebbe comunque di una delle più grandi stragi della storia dell'umanità, comparabile a quella di Hiroshima, per danni strutturali e numero di vittime.

Il periodo post guerra

Dresda è stata uno dei più importanti centri industriali della Repubblica Democratica Tedesca.

Nel 2002 l'Elba ha avuto una piena di altezza superiore a quella del suo precedente record del 1845. L'alluvione ha causato molti danni che in gran parte non sono più visibili per via della rapidità della ricostruzione. È stata terminata la ricostruzione della Frauenkirche, distrutta durante il bombardamento del 1945.

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