Leros , è un'isola del mar Egeo appartenente geograficamente ed amministrativamente al Dodecaneso.
Famosa nell' antichità per il culto alla dea Artemide, è oggi un' isola turistica che d'estate raddoppia il numero dei suoi abitanti.
Agia Marina è il centro più importante di Leros. Si trova in fondo ad una profonda insenatura della costa orientale. L' abitato è dominato dal castello della Panagias dell'epoca dei cavalieri di Rodi che si trova però sotto la "giurisdizione" di Pandeli.
Platanos che si raggiunge da Agia Marina, imboccando la salita che porta in direzione di Pandeli è un paese piccolissimo, che fa da trait d'union tra Agia Marina e Pandeli. È il centro mattutino della vita sociale, con i suoi negozi variopinti di alimentari e il caffè della piazza che è punto di ritrovo per la degustazione di un frappè per una sosta all'ombra dei platani, che danno il nome al posto e che sono quasi tutti sostituiti ormai. Qui ha sede il municipio di Leros ed è un crocevia molto trafficato e insidioso.
Pandeli, fino a qualche tempo fa, romantico e un po' malfamato villaggio di pescatori, è oggi un centro balneare rinomato e molto caratteristico: vi hanno sede diversi ristoranti e caffè sul lungomare. Si trova pochi km più a sud di Agia Marina e si affaccia sull'omonima baia che si trova esattamente sul versante opposto rispetto a quest'ultima.
Krithoni, a metà strada tra Agia Marina e Alinda dispone di numerosi alberghi e baiette cui si accede a volte solo dalle splendide residenze che vi sono collocate.
Alinda, è una località balneare di fronte ad Agia Marina: è la parte più turistica e giovane dell'isola con i suoi caffè che mandano musica a tutto volume per tutto il giorno. Un piccolo museo etnografico è ospitato nella villa Beleni, costruzione degli inizi del secolo XIX a forma di castello.Anche in questa zona vi sono numerosi ristoranti e gli hotels più esclusivi dell'isola nonché bellissime ville che occhieggiano dalla collina.
Panagies e più avanti Dio Liskaria sono due baie di grande bellezza e fino a qualche anno fa ci si arrivava con una strada sterrata, cosa che le ha fatte restare intatte per molto tempo. Oggi l'asfalto e qualche costruzione le hanno rese più turistiche e meno selvagge, compromettendo anche purtroppo la bellezza dei fondali, per la frequentazione più numerosa. A Dio Liskaria in una baia un po' decentrata rispetto a quella turistica si può ancora praticare nudismo, cosa in passato assai diffusa da quelle parti.
Lakki giace su un'insenatura della costa occidentale. È il punto di approdo delle navi che arrivano da Atene.E' un gioiello naturalistico notevole: un porto naturale con la perfetta forma di un anello, non visibile dalla costa esterna dell'isola. Al tempo del'occupazione italiana fu un'importante base navale conosciuta con il nome di Portolago, dove oltre alle attrezzature militari fu costruita una vera e propria città "ex novo" secondo i canoni del Razionalismo Italiano. Dopo decenni di abbandono,ha ritrovato splendore la sua struttura urbana con le architettura in stile "Littorio" riconosciuta come una delle più importanti opere realizzate dal Movimento Moderno in architettura. Fu costruita secondo i canoni architettonici dell'epoca fascista che la rendono simile a Sabaudia.In effetti è impressionante sbarcarvi e dover credere di essere in un isola greca. Nonostante i ripetuti bombardamenti subiti nel corso della seconda guerra mondiale, ha conservato il carattere dell'epoca. La chiesa di San Giovanni Evangelista ha qualche bel mosaico di epoca bizantina. A Lakki aveva sede un convento di suore italiane che hanno accolto nella scuola i bambini dell'isola durante l'occupazione insegnando loro anche la lingua italiana: non è raro poter parlare italiano con gli anziani che ricordano le suore con affetto e riconoscenza essendo coloro che li protessero quando dopo il 1943 la baia di Lakki si trasformò in un lago rosso all'arrivo dei tedeschi. Si incontrano anziani che portano sul loro corpo i segni di quel periodo, menomati dallo scoppio di mine.
Gourna è una baia della costa occidentale poco frequentata dai turisti.E' sabbiosa, una rarità sull'isola, e dà sul mare aperto. I fondali sono bassi e il sole resta su questa baia fino a sera. Lungo la spiaggia si trovano sovente i cosiddetti "Occhi di Athina". Sulla strada di Gourna con una piccola deviazione si raggiunge Agios Isidoros (Sant'Isidoro), una piccola ma suggestiva chiesetta costruita su uno scoglio unito alla terraferma da un lungo pontile in pietra che a volte viene sommerso dall'acqua.
Xerocambos è un villaggio agreste sul fondo di un fiordo della costa sud, prospiciente l'isola di Kalimnos che dista appena un miglio nautico. Su un'altura a ridosso dell' abitato si erge il castello dei Lepidi o Paleocastro più antico di quello di Aya Marina. Sulla strada per raggiungere questa località si trova il manicomio di Leros che per anni l'ha resa tristemente famosa in tutta la Grecia. All'epoca dei "Colonnelli" vi venivano reclusi molti prigionieri politici, ma anche le persone più deboli: donne che rifiutavano il marito imposto dalla famiglia, ciechi, handicappati.
Grazie alla scuola di Trieste e all'antipsichiatria da dieci, dodici anni il manicomio si è progressivamente aperto all'esterno e molti utenti sono liberi e abitano nelle case dell'isola "custoditi" da famiglie che risiedono nelle stesse costruzioni o abitano in piccole case all'interno del parco manicomiale, avendo riconquistato autonomie e dignità. Tutto ciò si deve a Franco Basaglia e ai medici ed educatori che da Trieste, dove hanno studiato, hanno esportato quella che in Italia è solo oramai una legge sulla carta, su questa meravigliosa isola, coinvolgendone gli abitanti e istruendoli sull'integrazione. Più volte l'anno ci sono mostre mercato dei manufatti che i pazienti producono nei laboratori e negozi aperti sull'isola. Molti abitanti trovano impiego nell'attività che coinvolge l'ormai EX manicomio. Tale realtà è stata per anni il fattore che teneva i turisti lontani ("Non andate a Leros, è l'isola dei pazzi!")
o Partheni è la zona nord dell'isola. Sulla strada per raggiungerla ha sede una grande base militare a causa della vicinanza dell'isola alla Turchia e vi sono zone interdette. Il piccolo aeroporto ora adibito anche a traffico civile era, fino a una ventina di anni fa, solo militare. In quella zona vi è anche la darsena delle imbarcazioni private. Sulla strada della base militare si incontra il tempio di Artemide, oramai solo visibile nelle fondamenta e in pochi ruderi (probabilmente in epoca bizantina c'è stato un massiccio riutilizzo dei materiali)e vi sono tracce di sovrapposizione cristiana al culto della dea signora dell'isola.
Passata la caserma vi sono le spiagge rosse di Agia Gourà e più oltre quella sassosa di Blefouti.