Il fiume Drava

Nel territorio del comune di Dobbiaco, in corrispondenza della Cima Nove, sorge uno dei maggiori corsi d’acqua europei: la Drava ( in tedesco Drau, in ungherese Dráva, in sloveno e croato Drava), un affluente del Danubio.

Tocca ben cinque nazioni, tra cui l’Italia, ed è proprio nel Belpaese (nella zona di San Candido) che riceve il primo affluente, per poi  entrare in territorio austriaco: si tratta del fiume Rio Sesto.

Uno dei tratti più belli della Drava è proprio in Austria, dove lo troviamo costeggiato da più di 30 km di pista ciclabile, nei pressi della città di Lienz: questa bella pista ciclabile permette di raggiungere comodamente la bella cittadina di Lienz partendo da San Candido, situata ad un altitudine più elevata. Buona parte della ciclabile è quindi in discesa.. e si può tornare da Lienz con il treno, attrezzato per il trasporto delle biciclette.

Della Slovenia bagna solo pochi chilometri, in corrispondenza di Maribor; poco dopo, in corrispondenza di Legrad, già in terra croata, vi confluisce il fiume Mur.

Le altre città croate bagnate dalla Drava sono Osijek, che è il centro più popoloso tra quelli toccati dalle acque del fiume (115.000 abitanti), poi sfocia nel Danubio, proprio al confine con la Serbia.

Con 750 km di lunghezza complessiva, il fiume Drava è il più importante corso d’acqua tra quelli nati in territorio italiano; dopo la Sava, il Tibisco e il Prut è il più lungo affluente del Danubio.

Vanta un bacino idrografico di 11.831 kmq e una portata media pari a 670 m³/s; la massima altitudine a cui scorre arriva a 1.200 metri sul livello del mare.

Negli anni ’60 il fiume è stato protagonista di violente inondazioni: questo ha reso necessari lavori di riqualificazione che nel corso del tempo ne hanno modificato e danneggiato l’ecosistema essenziale.

In particolare, nei territori austriaci del Tirolo e della Carinzia, impianti idroelettrici hanno sostituito paludi e torrenti.

Le specie ittiche più famose che popolavano le acque della Drava – tra cui lo scazzone, il rodeo amaro e il cobite comune – sono divenute una rarità. Anche i gamberi di fiume, un tempo numerosissimi, sono oggi rintracciabili soltanto nelle acque della Drava superiore.