Il fiume Sava

Tra i maggiori corsi d’acqua che bagnano i paesi della Penisola Balcanica (e uno dei maggiori fiumi europei), c’è sicuramente il fiume Sava.

Tra i principali affluenti del fiume Danubio, è lungo quasi 1000 km e lambisce le coste di quattro nazioni: nell’ordine Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina e Serbia.

Il corso della Sava ha inizio in Slovenia, nei pressi delle località di Lesce e Radovljica, dalla confluenza della Sava Dolinka (sinistra) con la Sava Bohinjka (destra).

Dall’origine alla città di Belgrado, la Sava ha un corso piuttosto regolare e misura 945 km di lunghezza (che diventano 990 tenendo in considerazione anche il percorso sorgentifero), ma quando arriva nella capitale serba confluisce nel fiume Danubio.

Con l’ingresso nel secondo fiume più lungo d’Europa, la Sava diventa parte del bacino idrografico del Mar Nero nonché il più importante affluente di destra del Danubio (il secondo in assoluto dietro al fiume Tibisco).

Fino allo smembramento della Jugoslavia, nel 1991, la Sava era il fiume più lungo a scorrere su questo territorio.

Questo corso d’acqua è navigabile per più di 600 km, ma spesso causa inondazioni che possono risultare anche molto violente; tra i tratti più mirabili ed affascinanti, ci sono sicuramente la città di Zagabria, in Croazia, la parte storica di Lubiana, capitale della Slovenia, e il punto di confluenza con il fiume Danubio, presso Belgrado.

Oltre ad essere uno dei punti più incontaminati, le sorgenti del fiume Sava rappresentano anche il tratto più pescoso. Da maggio ad ottobre sono numerosi i pescatori che si ritrovano presso la Sava Bohinjka per pescare trote fario, salmerini e cavedani.

La portata media del fiume Sava è estremamente variabile: oscilla tra i 255 m³ al secondo di Zagabria, ai 1.722 che tocca presso la capitale della Serbia, Belgrado. Copre un bacino idrografico di 95.719 km² ed arriva a scorrere ad un’altitudine di 1.222 metri sul livello del mare.