Parenzo (Porec)

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Parenzo (in croato Poreč, in latino Parentium) è una città croata situata sulla costa occidentale della penisola istriana, compresa nella regione fisica italiana.

Fondata oltre duemila anni fa, si è sviluppata attorno al porto, protetto da un’isola, chiamata di “San Nicola” (Sveti Nikola).

La popolazione della città si aggira attorno alle 7.600 persone, residenti in gran parte nelle periferie, al di fuori del centro storico; comprendendo anche i sobborghi vicini la popolazione sale a circa 12.000 persone.

La città occupa un’area di 142 km² e circa 37 km di coste, dal fiume Quieto (Mirna) vicino a Cittanova (Novigrad) fino a Fontane (Funtana) e Orsera (Vrsar), a sud.

Parenzo oggi è la capitale croata del turismo.

La città offre più di 95.000 posti letto, più di 30 hotel, 13 campeggi, campi per naturisti, 16 complessi di appartamenti, ville, bungalow, case e camere in affitto.

L’infrastruttura turistica è intenzionalmente sparsa lungo i 37 km di costa, tra il fiume Quieto (Mirna) e il Canale di Leme (Limski Kanal).

A sud si trovano complessi come Plava Laguna, Zelena Laguna, Bijela Uvala, (plavo=blu, zeleno=verde, bijelo=bianco, uvala=baia), Brulo. A nord si trovano altri complessi quali Materada, Červar-Porat, Ulika, Lanterna.

Più del 30% dei turisti in vacanza sulle coste occidentali dell’Istria (la regione più visitata della Croazia), soggiornano qui.

Questi “sobborghi estivi” sono dotati di hotels, spiagge, campeggi, porti turistici, grandi magazzini, parchi gioco, trasporti, divertimenti, e vari negozi. nell’alta stagione, l’area ha una popolazione che supera i 120.000 residenti. Poiché gran parte delle attività vacanziere si svolgono fuori dalla città, il centro di Parenzo si affolla solo durante la sera, quando i turisti si riversano nei ristoranti e nelle belle vie di questa cittadina.

Oltre che dal Sole e dal mare, i turisti sono attratti dal centro storico, con i suoi musei e gallerie. Molti ospiti probabilmente non realizzano o non pensano di camminare in strade costruite dagli antichi romani, arricchite da tracce di altre grandi culture.

Fuori stagione la zona è visitata nei fine settimana da turisti provenienti soprattutto dall’Italia ma anche dal resto della Croazia, da Slovenia e Austria. Si stanno sviluppando diversi agriturismi. L’infrastruttura sportiva è sviluppata e sfruttabile tutto l’anno. Durante la guerra di liberazione (1991-1994), l’infrastruttura venne usata per ospitare i rifugiati provenienti da altre parti della nazione.

Storia della città di Parenzo

La città di Parenzo è abitata fin dalla preistoria.

Nel II secolo a.C. i Romani costruirono un accampamento su una piccola penisola dalle dimensioni di circa 400 per 200 metri, che corriponde all’odierno centro cittadino. Durante il regno dell’imperatore Ottaviano, nel 12 a.C., divenne un municipio ed entrò a far parte della X Regio Venetia et Histria; in seguito, all’inizio del I secolo d.C., fu elevato a colonia di cittadinanza romana col nome di Colonia Iulia Parentium.

Nel III secolo, nel luogo era presente una comunità di cristiani con un iniziale complesso edilizio destinato a scopi religiosi. Fu eletta a Diocesi ed una basilica fu eretta nel V secolo da parte del vescovo Mauro, divenuto poi patrono della città.

Dopo la caduta dell’impero romano nel 476, seguì una serie di diverse forme di governo e di sovrani: inizialmente fu parte del territorio controllato dagli Ostrogoti, e dopo il 539 divenne parte dell’Impero bizantino. In questo periodo il Vescovo Eufrasio terminò la costruzione della grande Basilica che da lui prese il nome.

A cavallo tra il VI secolo ed il VII secolo si verificarono anche nel Parentino le prime devastanti incursioni di tribù slave, che invasero e razziarono il territorio e cinsero d’assedio la città senza però riuscire a sopraffarla. Successivamente si ritirarono nell’entroterra montagnoso. A questi lutti e saccheggi si aggiunsero ripetute epidemie di peste che congiuntamente portarono ad un netto spopolamento del territorio, cosicché alcuni anni dopo s’iniziò a favorire l’insediamento, questa volta pacifico, di singoli gruppi slavi nel contado.

Secondo alcune fonti, un primo insediamento di Croati risale circa al 620. Dal 788 fu governata dai Franchi. Nel XII secolo ci fu un breve periodo di indipendenza, interrotto poi dal governo del patriarca di Aquileia.

Nel 1267 divenne parte del territorio controllato dalla Repubblica di Venezia, situazione che si protrasse per oltre cinque secoli.

Nel 1797 fu per breve tempo tenuta dall’Impero d’Austria, passò quindi all’Impero Francese di Napoleone per tornare infine, dopo la sconfitta di quest’ultimo, austriaca.

Nel 1861 divenne il capoluogo della regione istriana, ospitando la sede del parlamento regionale (Dieta Istriana), di scuole, di uffici giudiziari e amministrativi.

Dopo la I Guerra Mondiale fu annessa con tutta l’Istria all’Italia fino al trattato di Pace di Parigi del 1947 che la assegnò alla Jugoslavia. Tale fatto causò l’esodo massiccio della sua popolazione lasciando la città completamente deserta. Nel 1991 passò alla Croazia.

Ha una certa notorietà nella cultura popolare dell’Italia settentrionale, grazie alla canzone “La mula de Parenzo”.

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