La bandiera della Grecia è composta da nove strisce orizzontali blu e bianche alternate e da una croce bianca su fondo blu, collocata in un riquadro nell’angolo superiore sinistro. È stata adottata ufficialmente il 22 dicembre 1978, ma le sue origini risalgono alla Rivoluzione Ellenica del 1821.

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Come è fatta la bandiera greca
La bandiera ha proporzioni 2:3 ed è formata da nove strisce orizzontali di uguale altezza, di colore blu e bianco alternato: la prima striscia in alto, come l’ultima in basso, è blu. Nell’angolo superiore sinistro, verso l’asta, un quadrato blu ospita una croce greca bianca, con i bracci di uguale lunghezza.
In lingua greca la bandiera ha due soprannomi diffusi: Galanolefki (blu-bianca) e Kyanolefki (ciano-bianca), quest’ultimo perché la legge greca definisce il colore scuro come "ciano" piuttosto che blu.
Quante strisce ha la bandiera greca
Le strisce sono nove, cinque blu e quattro bianche. Partendo dall’alto l’ordine è: blu, bianca, blu, bianca, blu, bianca, blu, bianca, blu. Questa alternanza regolare è uno degli elementi più riconoscibili del vessillo ellenico, insieme alla croce nel cantone.
Cosa significano i colori della bandiera greca
Il significato dei colori non è mai stato fissato da una legge ufficiale, quindi le interpretazioni che circolano sono tradizioni consolidate più che dati storici certi.
L’ipotesi più diffusa lega il blu e il bianco al paesaggio della Grecia: l’azzurro richiama il mare Egeo e il cielo, il bianco la schiuma delle onde che si infrangono sulle coste, oppure le nuvole. È un’immagine che chi visita luoghi come Santorini, con le case bianche e le cupole azzurre, riconosce immediatamente.
Una teoria meno accreditata, ma spesso citata, collega i due colori alla casata reale di origine bavarese che regnò in Grecia fino al 1862. Gli storici la considerano poco fondata, perché la bandiera a strisce esisteva già prima dell’arrivo sul trono del re Ottone di Wittelsbach.
La croce bianca su fondo blu ha invece un significato più condiviso: rappresenta la Chiesa greco-ortodossa, religione prevalente nel paese. Durante i secoli di dominazione ottomana, quando l’uso pubblico della lingua greca era limitato, furono i religiosi a garantire l’istruzione attraverso le cosiddette cryfà scholìa, le "scuole nascoste": un ruolo che il popolo greco riconosce ancora oggi come fondamentale per la conservazione della lingua e dell’identità nazionale.
Sul numero nove delle strisce esistono diverse letture simboliche, nessuna delle quali è ufficiale. La più diffusa lo collega alle nove sillabe del motto della Rivoluzione Ellenica, Eleftheria i thanatos ("Libertà o morte"). Un’altra teoria lo associa alle nove lettere della parola greca Eleftheria (libertà). Una terza interpretazione, più letteraria, richiama le nove Muse della mitologia greca, figlie di Zeus e Mnemosine, custodi delle arti.
Storia e origine della bandiera: dal 1821 al 1978
Il disegno a strisce con croce nasce nel clima della guerra d’indipendenza contro l’impero ottomano, che si aprì nel 1821 e portò al riconoscimento della Grecia come stato sovrano alla fine del decennio successivo. In quegli anni circolavano diverse bandiere regionali e rivoluzionarie, spesso con santi, motti o la fenice come simbolo di rinascita nazionale.
Nel marzo 1822 il governo provvisorio greco, riunito dopo l’assemblea di Epidauro, stabilì un primo modello ufficiale: una bandiera di terra con croce bianca su fondo blu e una bandiera navale a nove strisce con la croce nel cantone. Nel 1828 la versione a strisce, quella oggi più familiare, fu scelta come bandiera nazionale anche per le navi mercantili.
Nei decenni successivi il vessillo cambiò più volte insieme alle vicende politiche del paese: durante i periodi monarchici comparve una corona reale sopra la croce, rimossa e poi reintrodotta a più riprese. Durante la dittatura dei colonnelli, tra il 1967 e il 1974, la bandiera a strisce rimase in uso con una tonalità di blu particolarmente scura, prima di essere confermata e poi ridefinita dopo la caduta del regime.
Caduto il regime e ristabilita la democrazia, la Grecia adottò in via definitiva l’attuale bandiera il 22 dicembre 1978, con la legge 851/1978. Da allora il modello a nove strisce con croce bianca è l’unico vessillo ufficiale, usato sia in ambito civile sia militare, sia a terra sia in mare.
Curiosità sulla bandiera greca
La legge del 1978 non specifica una tonalità esatta di blu: il testo parla di colore "ciano", termine che in greco può indicare sia l’azzurro chiaro sia il blu più intenso. Per questo motivo le bandiere greche in circolazione mostrano spesso sfumature diverse, dal blu reale più acceso a tonalità più scure.
Ogni anno, il 27 ottobre, la Grecia celebra la giornata della bandiera nazionale. La data precede di un giorno l’Ochi Day del 28 ottobre, la festa nazionale che ricorda il rifiuto opposto dal governo greco all’ultimatum italiano del 1940: due ricorrenze ravvicinate in cui è comune vedere il vessillo esposto sui balconi da Atene alle isole più piccole dell’Egeo.
Accanto alla bandiera nazionale esiste uno stendardo presidenziale, introdotto nel 1979: un drappo quadrato con la croce bianca su fondo blu circondata da una corona di alloro dorato, utilizzato nelle occasioni ufficiali legate alla presidenza della Repubblica.
Per orientarsi tra le regioni e le isole dove questo vessillo sventola da millenni di storia, la cartina della Grecia aiuta a visualizzare la geografia del paese, mentre la pagina dedicata alla Grecia raccoglie informazioni più ampie su storia, città e itinerari di viaggio.