In Repubblica Ceca l'autunno non profuma di sagra della castagna come in Italia, ma di vino nuovo e di caldarroste vendute per strada: il rito locale si chiama vinobraní, la festa della vendemmia, e si accompagna al burčák, il vino giovane e torbido che si beve nei primi freddi. Chi arriva da Praga trova un calendario di appuntamenti diffusi fra la capitale e la Moravia del sud, da organizzare già nelle settimane precedenti perché alcune città si riempiono rapidamente nei fine settimana clou.
Il vinobraní, la festa del vino nuovo che sostituisce le sagre italiane
Il vinobraní è l'equivalente ceco della vendemmia festeggiata in piazza: bancarelle di vino, musica, cibo di strada e spesso cortei in costume. Si concentra fra settembre e i primi di ottobre, quando le uve della Moravia meridionale vengono raccolte, ed è il momento in cui la cultura del vino ceco, meno nota di quella della birra, viene finalmente al centro della scena.
Pražské vinobraní, la vendemmia nel cuore della capitale
A Praga la versione cittadina si tiene di solito a metà settembre nei giardini di Grébovka (Havlíčkovy sady), sulla collina di Vinohrady, un quartiere il cui nome stesso significa "vigneti". Fra i filari storici si allestiscono stand di vino, prodotti locali e musica dal vivo: è l'occasione più comoda per chi soggiorna in città e non vuole spostarsi verso la Moravia.
Znojemské vinobraní, la festa del vino più grande della Moravia
Chi vuole l'atmosfera più imponente deve spingersi a Znojmo (Znoim), nella Moravia meridionale, vicino al confine austriaco: lo Znojemské historické vinobraní è fra le feste del vino più seguite del paese, con corteo storico, mercati e degustazioni che riempiono il centro storico per un intero fine settimana, solitamente in settembre. Nella stessa regione, anche la cittadina di Mikulov, circondata da colline coltivate a vite, organizza le proprie celebrazioni della vendemmia.
Il burčák, il vino giovane da bere per strada
Il burčák è il protagonista silenzioso di tutto l'autunno ceco: è mosto d'uva in parziale fermentazione, dolce, torbido e leggermente frizzante. Per legge può essere venduto dal 1° agosto al 30 novembre, ed è proprio nelle vinoteche, nei chioschi di strada e nei mercatini di Praga e della Moravia che lo si trova per tutto questo periodo. Il grado alcolico cresce di giorno in giorno man mano che la fermentazione prosegue, per questo i cechi lo considerano una bevanda da bere "mentre dura", non da conservare. Si accompagna spesso a formaggi, pane e dolci tipici, e lungo le strade pedonali del centro storico di Praga capita di vederlo servito accanto proprio alle caldarroste.

Caldarroste a Praga: più bancarella di strada che sagra organizzata
Non esiste in Repubblica Ceca una festa dedicata esclusivamente alla castagna come nei borghi appenninici italiani: le caldarroste (pečené kaštany) sono però un'istituzione del venditore ambulante, parte del paesaggio dei mercatini natalizi che animano Piazza della Città Vecchia e gli altri angoli del centro storico. Il cartoccio caldo è parte del rituale di chi passeggia per la capitale nelle sere più fredde, al pari del vin brulé che compare appena la temperatura scende.
San Martino: l'oca, il vino nuovo e la fine della stagione
L'11 novembre, giorno di San Martino, segna la chiusura simbolica della stagione del vino giovane: alle 11 e 11 minuti vengono stappate le prime bottiglie di Svatomartinské víno, il vino nuovo certificato dai produttori moravi, da abbinare secondo tradizione alla svatomartinská husa, l'oca arrosto servita con cavolo rosso, che molti ristoranti, a Praga come in provincia, propongono in menù speciali per l'occasione. È una tradizione più recente nella forma commerciale attuale, ma affonda le radici in un'usanza contadina centroeuropea legata al calendario agricolo.

Come arrivare dai dintorni di Praga
Per orientarsi fra capitale e Moravia meridionale conviene tenere a mente le distanze: Znojmo dista da Praga circa 190 chilometri, raggiungibili in treno diretto o in auto in un paio d'ore; Mikulov è un po' più lontana, verso il confine austriaco, e richiede qualche ora in più lungo l'autostrada D1 e poi su strade statali. Chi organizza un weekend lungo può spezzare il viaggio a Telč, borgo barocco patrimonio dell'umanità famoso per le case colorate affacciate sulla piazza principale, tappa gradevole lungo la direttrice verso la Moravia.
Per farsi un'idea d'insieme di dove si trovano queste tappe rispetto a Praga è utile consultare una cartina della Repubblica Ceca, così da pianificare gli spostamenti in base ai giorni a disposizione. Prima di partire vale la pena controllare gli eventi aggiornati sul portale ufficiale del turismo di Praga e sul sito di CzechTourism, l'ente nazionale del turismo ceco, che pubblicano calendari e orari delle manifestazioni stagionali nelle diverse regioni del paese.
Quando partire e cosa mettere in valigia
Settembre e la prima metà di ottobre restano il periodo migliore per unire vinobraní e burčák con giornate ancora miti; novembre, più freddo e spesso piovoso, è invece il mese giusto per chi vuole vivere l'atmosfera di San Martino e i primi mercatini. Le sere si raffreddano in fretta anche quando il giorno è soleggiato, quindi conviene portare uno strato pesante e scarpe comode per i selciati di Praga e dei centri storici moravi. Nei fine settimana della festa di Znojmo gli alloggi in centro si esauriscono rapidamente: prenotare con un mese di anticipo evita sorprese.
Illustrazione di copertina generata con l'intelligenza artificiale.

