L'Europa centrale è la fascia di territorio compresa tra il Mare del Nord e il Mar Baltico a settentrione e l'arco alpino a meridione, tra la Francia renana e le pianure che si aprono verso l'Europa orientale. Non esiste un confine unico e riconosciuto da tutti: geografi e storici disegnano l'area in modo diverso a seconda che guardino al rilievo, al clima o alla storia comune dei popoli che l'hanno abitata.
| Stato | Capitale | |
|---|---|---|
| Austria | Vienna | |
| Belgio | Bruxelles | |
| Germania | Berlino | |
| Liechtenstein | Vaduz | |
| Lussemburgo | Lussemburgo | |
| Paesi Bassi | Amsterdam | |
| Svizzera | Berna |
Perché i confini dell'Europa centrale cambiano da fonte a fonte
Il termine tedesco Mitteleuropa nasce proprio per indicare questa terra "di mezzo", sospesa tra l'Europa atlantica e quella orientale. Già Roberto Almagià, nella voce dell'Enciclopedia Italiana del 1932, osservava che i caratteri naturali della regione sono «poco chiaramente definibili»: non c'è una catena montuosa o un fiume che la isoli in modo netto, a parte il confine occidentale segnato dal Reno e quello meridionale delle Alpi.
Per questo le liste variano: alcune fonti includono la Polonia e l'Ungheria, altre allargano lo sguardo alla Transilvania rumena o al Trentino-Alto Adige, altre ancora restringono il campo ai soli paesi di lingua tedesca e ai loro vicini più stretti. Su EuropaDaScoprire.net raccontiamo l'Europa centrale attraverso sette paesi che condividono una storia di lunga durata e un paesaggio riconoscibile: Austria, Belgio, Germania, Liechtenstein, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svizzera.
Tra il Reno, le Alpi e il Mare del Nord: la geografia della regione
Il Reno attraversa quasi per intero l'area, nascendo tra le Alpi svizzere e sfociando nel Mare del Nord dopo aver bagnato la Germania e i Paesi Bassi: è insieme confine storico tra mondo latino e mondo germanico e via d'acqua che ha reso ricche le città lungo il suo corso, da Basilea a Colonia fino a Rotterdam. Ad esso si affianca la Mosa, che nasce in Francia e attraversa Belgio e Paesi Bassi prima di raggiungere anch'essa il mare.
A sud l'orizzonte è chiuso dalle Alpi, che qui raggiungono alcune delle vette più note del continente: il Cervino, al confine tra Italia e Svizzera, e il Großglockner, la montagna più alta dell'Austria nel Parco Nazionale degli Alti Tauri, insieme a valichi storici come il San Gottardo e il Brennero, da sempre porte di comunicazione tra il Mediterraneo e il cuore d'Europa. Il Liechtenstein, incastonato tra Svizzera e Austria lungo il fiume Reno, è il più piccolo di questi rilievi alpini vissuti quotidianamente dai suoi abitanti.
Verso nord il paesaggio cambia radicalmente: il bassopiano germanico e le pianure dei Paesi Bassi sono terre basse, in parte strappate al mare con dighe e polder, dove il rilievo più marcato può essere una duna costiera. Tra questi due estremi, quello alpino e quello del bassopiano, si distendono i paesaggi collinari del Lussemburgo e delle Ardenne belghe, foreste e altopiani che per secoli hanno segnato confini militari e culturali.
Una storia comune tra Sacro Romano Impero e piccole patrie
Gran parte di questi paesi ha attraversato per secoli le stesse vicende politiche: il Sacro Romano Impero univa, almeno sulla carta, territori che oggi sono Germania, Austria, Svizzera e Liechtenstein, e la sua eredità si legge ancora nelle città imperiali, nei castelli e nelle cattedrali gotiche che punteggiano la regione. Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo hanno invece una storia più legata ai commerci fiamminghi e alle rotte marittime, ma condividono con i vicini di lingua tedesca secoli di confini mobili, dinastie asburgiche e borgognone, guerre di successione.
Le lingue riflettono questa complessità: il tedesco è parlato in Germania, Austria, gran parte della Svizzera e nel Liechtenstein; il francese convive con il fiammingo in Belgio e con il tedesco e il romancio in Svizzera; l'olandese è la lingua dei Paesi Bassi e, in altra forma, del Belgio settentrionale. Il Lussemburgo, trilingue per costituzione, riassume da solo questa vocazione di crocevia.
Sul piano climatico l'area fa da cerniera tra l'influenza atlantica, che porta piogge frequenti e inverni miti sulle coste del Mare del Nord, e un clima più continentale man mano che ci si allontana dal mare, con estati più calde e inverni più rigidi nelle valli alpine e nelle pianure interne. Non è un caso che la stessa regione ospiti sia le dune sabbiose olandesi sia i ghiacciai svizzeri.
Quando andare e come muoversi tra questi paesi
La bella stagione, da maggio a settembre, è il periodo migliore per affrontare i percorsi alpini di Austria, Svizzera e Liechtenstein, quando i passi di montagna sono liberi dalla neve e i sentieri d'alta quota sono praticabili. La primavera è invece il momento ideale per i Paesi Bassi, con la fioritura dei tulipani nei campi tra Amsterdam e Keukenhof, mentre l'autunno regala luce dorata alle foreste delle Ardenne belghe e ai vigneti della Mosella lussemburghese.
Chi viaggia in treno trova in quest'area una delle reti più efficienti d'Europa: gli InterCity e i treni ad alta velocità collegano Bruxelles, Colonia, Zurigo e Vienna in poche ore, e i valichi alpini come il Gottardo permettono di passare dal versante germanico a quello italiano in una sola giornata. È un buon punto di partenza anche per chi arriva dall'Italia, con collegamenti diretti verso Monaco di Baviera, Zurigo e Innsbruck che rendono la Mitteleuropa una delle mete più raggiungibili del continente.
