Danzica è una città portuale sul Mar Baltico, capoluogo del Voivodato di Pomerania, con una storia segnata da secoli di commerci anseatici e da una breve ma decisiva stagione da città-Stato, la Città Libera di Danzica del periodo tra le due guerre.
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Dove si trova Danzica
Danzica sorge sulla costa meridionale del Golfo di Danzica, l’insenatura del Mar Baltico che incide la Polonia settentrionale. La città è attraversata dal fiume Motława, un ramo del delta della Vistola, e si trova a pochi chilometri dalla linea di costa vera e propria.


È il capoluogo del Voivodato di Pomerania, la regione amministrativa che occupa l’angolo nord del Paese: chi vuole orientarsi tra confini e regioni polacche può consultare la cartina della Polonia. Danzica dista circa 340 chilometri da Varsavia in linea d’aria: per un confronto con la capitale e le sue attrazioni si può vedere la scheda su Varsavia.
Insieme alle vicine Sopot, elegante località termale, e Gdynia, moderna città portuale nata nel 1921, Danzica forma un’unica area metropolitana chiamata Tripla Città (Trójmiasto).
Quanti abitanti ha Danzica
Danzica conta 487.834 abitanti secondo i dati più recenti (2024), che la rendono la sesta città della Polonia per dimensioni e la più popolosa della Polonia settentrionale. Considerando l’intera area della Tripla Città, con Gdynia e Sopot, la popolazione complessiva supera i 750.000 abitanti.
La città ha attraversato oscillazioni demografiche importanti: nel periodo tra le due guerre la popolazione era in stragrande maggioranza di lingua tedesca, mentre dopo il 1945 subì un drastico ricambio, con l’espulsione della popolazione tedesca e l’arrivo di nuovi abitanti polacchi, spesso provenienti dai territori orientali annessi all’Unione Sovietica.
Nel corso dei secoli Danzica è stata anche una città multietnica, abitata da tedeschi, polacchi, ebrei, scozzesi, fiamminghi e soprattutto olandesi, che hanno lasciato un’impronta profonda nell’architettura del centro storico.
La Città Libera di Danzica e la storia
La vicenda della Città Libera di Danzica (1920-1939) resta uno dei capitoli più discussi della storia europea del Novecento. Con il Trattato di Versailles del 1919, la città e un piccolo territorio circostante vennero sottratti alla Germania e trasformati in uno stato semi-indipendente, la Freistadt Danzig, sotto la protezione della Società delle Nazioni e amministrata da un Alto Commissario.
Lo scopo era garantire alla Polonia, tornata indipendente dopo il conflitto, l’accesso al mare attraverso il porto di Danzica, senza sottomettere direttamente al governo polacco una popolazione che nel censimento del 1923 risultava tedesca per oltre il 95%. La Polonia otteneva un’unione doganale con la città, il controllo del porto militare di Westerplatte e la gestione dei servizi postali, condizioni che alimentarono un risentimento crescente tra gli abitanti.
Il malcontento favorì l’ascesa dei movimenti nazionalisti: nel maggio 1933 il Partito Nazionalsocialista vinse le elezioni cittadine, poco dopo la presa del potere di Hitler in Germania. Negli anni successivi la vita politica della Città Libera si irrigidì, con crescenti persecuzioni contro le minoranze polacca ed ebraica.
La questione di Danzica divenne una delle cause dirette dello scoppio della Seconda guerra mondiale: alle 4:45 del 1° settembre 1939 la corazzata tedesca Schleswig-Holstein aprì il fuoco contro la guarnigione polacca di Westerplatte, dando inizio alle ostilità. Occupata dalle truppe tedesche, la città fu conquistata dall’Armata Rossa nel marzo 1945 e restituita alla Polonia, che le assegnò la denominazione ufficiale di Gdańsk.
Cosa vedere a Danzica
Il centro storico di Danzica, gravemente distrutto durante la guerra e ricostruito con cura nel dopoguerra, resta il cuore della visita alla città.
Ulica Długa e il Mercato Lungo
La Via Lunga, fiancheggiata da case rinascimentali e manieriste dalle facciate color pastello, conduce al Długi Targ, il Mercato Lungo. Qui si affacciano la Fontana di Nettuno, realizzata nel XVII secolo dall’architetto Abraham van den Blocke, e la Corte di Artù (Dwór Artusa), antico luogo di ritrovo dei mercanti della Lega anseatica.
Il fiume Motława e la gru medievale
Lungo le sponde del Motława si trova lo Żuraw, la storica gru portuale costruita nel XIV secolo, uno dei simboli più fotografati della città. Una passeggiata o una breve crociera sul fiume permette di ammirare anche il Ponte Verde e gli edifici moderni della Filarmonica Baltica.
La Basilica di Santa Maria
Uno dei più grandi edifici gotici in mattoni al mondo, con un interno che può ospitare migliaia di persone e un celebre orologio astronomico rinascimentale. La salita alla torre regala una delle viste più ampie sul centro storico.
Il Museo Nazionale e il Museo dell’Ambra
Il Museo Nazionale di Danzica, ospitato in un ex monastero francescano, custodisce opere d’arte gotica e rinascimentale. Il Museo dell’Ambra, allestito nella storica Torre delle Prigioni, racconta invece il legame secolare tra la città e il "tesoro del Baltico", l’ambra lavorata dagli artigiani locali fin dal Medioevo.
Danzica è anche il luogo di nascita del movimento Solidarność: gli scioperi dei cantieri navali del 1980 portarono alla legalizzazione del primo sindacato indipendente del blocco comunista, un episodio che i visitatori possono ripercorrere al Centro Europeo Solidarność, non lontano dai vecchi cantieri Lenin.


