La stagione 2026-2027 è tra le ultime finestre favorevoli del ciclo solare in corso: l’attività del Sole resta elevata, le notti polari sono lunghe da fine settembre a marzo, e l’Europa del Nord offre alcune delle destinazioni più accessibili al mondo per vedere l’aurora boreale.
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Perché l’aurora si forma e perché conviene partire adesso
L’aurora boreale nasce dall’incontro tra il vento solare, un flusso di particelle cariche emesse dal Sole, e il campo magnetico terrestre. Vicino ai poli questo scudo è più debole: le particelle penetrano nella ionosfera e collidono con i gas atmosferici, producendo le tipiche luci verdi, rosse e violacee. Il verde nasce soprattutto dall’ossigeno a quote più basse, mentre l’azoto è responsabile delle sfumature blu e viola; le aurore rosse, più rare, compaiono quando l’interazione avviene a quote più elevate.
Il Sole segue un ciclo di attività di circa undici anni, e il picco dell’attuale Ciclo Solare 25 è stato raggiunto nell’ottobre 2024, con un’intensità superiore alle previsioni iniziali. Nel 2026 l’attività geomagnetica resta ancora alta, mentre dal 2027 il calo comincerà a farsi sentire più chiaramente: i cicli solari durano in media una decina d’anni, quindi secondo le stime più prudenti la fase di minima attività potrebbe arrivare nei primi anni Trenta. Chi vuole aurore frequenti e intense ha ancora un buon margine di tempo, ma non è il caso di rimandare all’infinito.
Quando andare: i mesi e le notti giuste
Il periodo utile va da fine settembre a fine marzo, quando il buio notturno è sufficiente a rendere visibile il fenomeno. D’estate, alle alte latitudini, il sole di mezzanotte rende impossibile vedere l’aurora anche se è presente.
- Fine settembre – ottobre: notti che si allungano rapidamente, paesaggi ancora senza neve, picco statistico legato all’equinozio d’autunno.
- Novembre – gennaio: buio quasi totale, con giornate che nelle zone più settentrionali di Norvegia possono restare prive di sole per diverse settimane (il fenomeno della notte polare), mentre più a sud, in Lapponia, le ore di buio sono comunque numerose senza arrivare al buio continuo; in questo periodo le temperature scendono spesso sotto i -20°C e il cielo è più spesso nuvoloso.
- Febbraio – marzo: il periodo che molti esperti considerano il più equilibrato, con cieli più stabili e l’equinozio di primavera che porta un secondo picco di attività.
La fascia oraria più produttiva va dalle 21 all’una di notte, anche se l’aurora può comparire già dal tardo pomeriggio o dopo mezzanotte. Per aumentare le probabilità conviene restare almeno tre o quattro notti nella stessa zona e scegliere, quando possibile, le notti vicine alla luna nuova: il chiarore lunare attenua i colori più tenui. Le date delle lune nuove dei prossimi mesi si trovano nel nostro calendario.
Dove vederla: le destinazioni europee migliori
Norvegia: Tromsø, Lofoten, Alta e Capo Nord
Tromsø è spesso definita la porta verso l’Artico: offre tour notturni, guide specializzate nell’inseguimento delle luci e una logistica semplice anche in pieno inverno. Le isole Lofoten aggiungono allo spettacolo celeste i villaggi di pescatori sul mare e le montagne a picco sui fiordi. Più a nord, Alta e la zona di Capo Nord permettono di spingersi fino alle ultime settimane di marzo con buone probabilità. Per informazioni su collegamenti e strutture ricettive è utile consultare l’ente ufficiale del turismo norvegese, Visit Norway. Per approfondire il paese nel suo complesso, la pagina dedicata alla Norvegia di EuropaDaScoprire.




Svezia: Abisko e Kiruna
Nella Lapponia svedese, Abisko è famosa per il suo microclima: le precipitazioni sono basse e le notti risultano statisticamente tra le più limpide di tutta la regione artica. Qui si trova l’Aurora Sky Station, uno dei punti di osservazione più noti al mondo. Poco distante, Kiruna è base comoda per escursioni con slitte trainate dagli husky e per visitare l’Icehotel di Jukkasjärvi. Scopri di più sulla Svezia.
Finlandia: Rovaniemi, Saariselkä e Inari
La Lapponia finlandese unisce foreste innevate, allevamenti di renne e la cultura sami. Rovaniemi è il punto di partenza più accessibile, Saariselkä e Inari offrono cieli più scuri e lontani dall’inquinamento luminoso. Il Kakslauttanen Arctic Resort, con i suoi igloo trasparenti, permette di osservare l’aurora direttamente dal letto. Approfondisci nella pagina dedicata alla Finlandia.
Islanda: tutta l’isola sotto l’aurora
L’Islanda non richiede di raggiungere una zona specifica: basta allontanarsi di venti o trenta chilometri da Reykjavík per avere cieli sufficientemente bui. I luoghi più fotografati restano la laguna glaciale di Jökulsárlón, dove l’aurora si riflette sull’acqua e sui blocchi di ghiaccio, il monte Kirkjufell nella penisola di Snæfellsnes e le spiagge di sabbia nera di Vík. Per previsioni aggiornate di nuvolosità e attività geomagnetica, l’Icelandic Meteorological Office pubblica un servizio dedicato su en.vedur.is. Tutte le informazioni sul paese nella pagina Islanda.
Come fotografarla: smartphone e reflex a confronto
Con lo smartphone moderno, la modalità notturna automatica riesce spesso a catturare un’aurora di media intensità: basta appoggiare il telefono su una superficie stabile o su un mini treppiede ed evitare movimenti durante lo scatto, che può durare alcuni secondi.
Con una reflex o una mirrorless conviene passare alla modalità manuale: ISO tra 1600 e 3200, diaframma più aperto possibile (f/1.8-f/2.8), tempo di esposizione tra 3 e 10 secondi, messa a fuoco manuale sull’infinito. Il treppiede è indispensabile, così come tenere le batterie di scorta in una tasca interna: il freddo le scarica rapidamente.
Previsioni, app e indice Kp
Lo strumento chiave per pianificare le notti di osservazione è l’indice Kp, la scala da 0 a 9 che misura l’intensità dell’attività geomagnetica. Per le destinazioni nordiche classiche bastano valori Kp 3-4; sopra Kp 5 l’aurora può comparire anche più a sud, fino alla Scozia o alla Scandinavia meridionale. Le previsioni più affidabili arrivano dal NOAA Space Weather Prediction Center, mentre tra le app gratuite più usate ci sono My Aurora Forecast e Aurora Alerts, utili per impostare notifiche personalizzate in base alla propria posizione.
Escursioni organizzate e consigli per il freddo
Le escursioni guidate, con husky, motoslitta o barca, aumentano le probabilità di successo perché le guide locali conoscono i punti con cieli più stabili e si spostano in tempo reale seguendo le previsioni. Per chi preferisce muoversi in autonomia, restano valide le regole di base: cielo sereno, buio lontano dalle luci artificiali, pazienza per tutta la notte.
Il freddo artico, che nei mesi di dicembre e gennaio può scendere sotto i -20°C, richiede un abbigliamento a strati: intimo termico tecnico, pile o lana come secondo strato, giacca e pantaloni impermeabili e antivento, guanti pesanti, calzini di lana e scarponi adatti alla neve. Un thermos con bevande calde e una torcia frontale con luce rossa, che non disturba la vista notturna, completano l’equipaggiamento di chi parte a caccia della luce del Nord.
Immagine di copertina realizzata da Aura, l’intelligenza artificiale di EuropaDaScoprire.net.



