La bandiera dei Paesi Bassi è un tricolore a bande orizzontali di uguale altezza: rosso in alto, bianco al centro, blu in basso. È stata formalizzata come bandiera nazionale il 19 febbraio 1937 con decreto della regina Guglielmina, ma le sue origini risalgono al XVI secolo, all’epoca della guerra d’indipendenza contro la Spagna.

In quest'altra pagina trovi tutte le altre bandiere europee.
In questa pagina
Come è fatta la bandiera olandese
Le proporzioni ufficiali sono 2:3 e le tre fasce hanno tutte la stessa altezza. I colori ufficiali, secondo le specifiche del governo olandese, sono:
- Rosso vermiglio brillante — RGB 174, 28, 40 — HEX #AE1C28
- Bianco — RGB 255, 255, 255 — HEX #FFFFFF
- Blu cobalto — RGB 33, 70, 139 — HEX #21468B
Questa combinazione rende la bandiera olandese ufficialmente nota come Rood-Wit-Blauw ("rosso-bianco-blu") e la distingue, seppure di poco, da altri tricolori simili per via delle tonalità specifiche di rosso e blu adottate.
Significato dei colori della bandiera olandese
Non esiste un significato ufficiale sancito per legge, ma la tradizione più diffusa lega i tre colori alla Casa d’Orange-Nassau, la dinastia che guidò la rivolta contro il dominio spagnolo. Nelle interpretazioni divulgative più comuni il rosso richiama la forza e il coraggio, il bianco la pace e l’onestà, il blu la fedeltà e la giustizia.
Va detto che questi significati sono ricostruzioni successive, utili soprattutto in ambito didattico: la bandiera nasce infatti come evoluzione pratica di un altro vessillo, più che come progetto simbolico a tavolino.
Storia della bandiera dei Paesi Bassi
La storia del tricolore olandese è lunga e attraversa quasi cinque secoli di vicende politiche.
Dalla Croce di Borgogna alla Prinsenvlag
Alla fine del XV secolo, quando la maggior parte delle province dei Paesi Bassi passò sotto il dominio dei Signori di Borgogna, venne adottato come vessillo la cosiddetta Croce di Borgogna: un drappo bianco con due fasci di alloro rossi incrociati a X, in uso anche sotto la successiva Casa d’Asburgo.
La svolta arriva nel XVI secolo, quando le province del nord si ribellano al re Filippo II di Spagna sotto la guida del Principe Guglielmo I d’Orange. I ribelli adottano un tricolore ispirato ai colori dello stemma del Principe: arancione, bianco e blu. Questo vessillo prende il nome di Prinsenvlag, la "bandiera del Principe", e diventa il simbolo della Guerra degli Ottant’anni, il lungo conflitto che porterà all’indipendenza olandese.
Dall’arancione al rosso
Dopo il 1630 circa, la fascia arancione della Prinsenvlag comincia a essere sostituita gradualmente da una rossa. Non esiste una spiegazione politica certa per il cambiamento: l’ipotesi più accreditata è di ordine pratico, legata alla maggiore visibilità del rosso rispetto all’arancione, soprattutto in mare, dove quest’ultimo tendeva anche a scolorire più facilmente a contatto con la salsedine.
La Repubblica Batava e Napoleone
Con l’arrivo delle truppe francesi e la nascita della Repubblica Batava nel 1795, l’uso del nome Prinsenvlag viene vietato per il suo legame con la dinastia degli Orange, e il rosso sostituisce definitivamente l’arancione nell’uso ufficiale, anche per la vicinanza simbolica al tricolore francese. Nel 1796 la fascia rossa viene arricchita per un periodo con la figura di una fanciulla e un leone, poi rimossa quando Luigi Bonaparte, fratello di Napoleone e re d’Olanda, ripristina il tricolore classico per assecondare il sentimento nazionale olandese.
La restaurazione e l’ufficializzazione del 1937
Nel 1813, con il ritorno del Principe d’Orange dall’esilio inglese e la nascita del Regno Unito dei Paesi Bassi, tornano a convivere sia la vecchia Prinsenvlag arancione sia il tricolore rosso-bianco-blu. Re Guglielmo I sceglie quest’ultimo come bandiera ufficiale, affiancandolo a un pennone arancione simbolo dell’alleanza tra il popolo e la casa reale.
La questione resta comunque aperta fino al 1937, quando la regina Guglielmina, anche in risposta all’uso della Prinsenvlag da parte del movimento nazionalsocialista olandese, stabilisce con decreto reale i colori definitivi: rosso vermiglio, bianco e blu cobalto.
Differenza con altre bandiere tricolore orizzontali: il Lussemburgo
La bandiera dei Paesi Bassi viene spesso confusa con quella del Lussemburgo, anch’essa un tricolore orizzontale rosso, bianco e blu. Le differenze, pur sottili, sono reali:
- Proporzioni: quella olandese è in rapporto 2:3, quella lussemburghese in rapporto 3:5, leggermente più allungata.
- Tonalità di blu: il blu olandese (cobalto, tendente allo scuro) è più intenso rispetto all’azzurro più chiaro e vivace della bandiera lussemburghese, che ricorda piuttosto quello della bandiera russa.
- Origine storica: il tricolore olandese nasce dalla Prinsenvlag e dallo stemma della Casa d’Orange-Nassau; quello lussemburghese deriva dallo stemma del Granducato, con il rosso e il bianco leonati e l’azzurro più recente rispetto alla tradizione olandese.
A colpo d’occhio, specialmente su schermi o stampe di piccole dimensioni, le due bandiere possono sembrare identiche: il dettaglio più affidabile per distinguerle resta la tonalità di blu, più scura nella bandiera dei Paesi Bassi.
L’arancione, colore nazionale non ufficiale
Sebbene non compaia più nella bandiera di Stato dal Seicento, l’arancione resta il colore più identificato con l’identità olandese. Lo si vede nelle divise delle nazionali sportive, tra i tifosi durante i grandi eventi calcistici e nelle decorazioni del Koningsdag, la festa nazionale in onore del re, quando le strade di città come Amsterdam si riempiono di bandiere, addobbi e abiti arancioni. Lo stendardo arancione del monarca, decorato con una croce blu e lo stemma reale, viene ancora issato accanto al tricolore ufficiale in occasioni particolarmente solenni.