Nel 2026 le capitali dei Balcani occidentali si confermano tra le scene culturali più vivaci d’Europa: Belgrado rilancia il suo storico festival del cinema, Pristina continua a essere un laboratorio permanente di arte urbana e musica, Skopje celebra decenni di jazz internazionale. Un motivo in più per guardare a questa regione non come a una semplice tappa di passaggio, ma come a una meta culturale a tutti gli effetti.
In questa pagina
Belgrado, la lunga stagione del cinema
Belgrado nel 2026 vive una stagione cinematografica particolarmente densa, che tiene insieme storia e attualità attraverso appuntamenti diversi per pubblico e formato.

FEST, mezzo secolo di cinema internazionale
Il Belgrade International Film Festival, conosciuto come FEST, arriva alla sua 53ª edizione dal 2 all’11 ottobre 2026. Nato nel 1971 con la proiezione di "Mash" di Robert Altman, il festival torna quest’anno al Sava Centar, la sala che per quarant’anni ne è stata il simbolo, affiancata dal Dom Omladine Beograda (la Casa della Gioventù), dove si recupera il format notturno dedicato a film trash, bizarre e cult. In programma oltre cento film da più di cinquanta cinematografie, suddivisi in tre selezioni competitive e in sezioni tematiche come "FEST Panteon", dedicata ad autori storici come Volker Schlöndorff e Pupi Avati, e "Parata dei bambini", pensata per il pubblico più giovane. Il programma ufficiale con biglietti e sale è disponibile sul sito del festival.
Beldocs e il festival italo-serbo
A maggio, dal 20 al 26, Belgrado ospita anche la 19ª edizione di Beldocs, il festival internazionale del film documentario, con oltre cento titoli distribuiti in diverse sale della città: tra questi, una selezione di documentari italiani presentata dall’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado. Il programma completo è pubblicato sul sito dell’evento.
A settembre, dal 17 al 21, la Cineteca Jugoslava ospita l’XI edizione del Festival del Cinema Italo-Serbo, nato per costruire un ponte produttivo e culturale tra i due paesi: ingresso gratuito e un calendario di film italiani e serbi disponibile tramite il programma dell’Istituto Italiano di Cultura.
Pristina, l’energia della capitale più giovane d’Europa
Pristina non ha bisogno di un singolo grande festival per imporsi: la sua forza è un’energia creativa diffusa, alimentata da una popolazione giovanissima e da una città che convive con contrasti architettonici netti.
Il cuore pulsante è il Boulevard Madre Teresa, l’asse pedonale che separa la città vecchia ottomana, con i minareti della Moschea Fatih, dalla Pristina modernista nata dopo la seconda guerra mondiale. Poco distante, la Biblioteca Nazionale del Kosovo, edificio brutalista coronato da 99 cupole bianche, resta uno dei simboli più discussi e fotografati dei Balcani.
La scena musicale trova casa al Teatro Oda, dentro il Palazzo della Gioventù e dello Sport, che ospita il Prishtina Jazz Festival, mentre fino al 2024 il Parco Gërmia, il grande polmone verde della città con quasi venti chilometri di sentieri, ha accolto il Sunny Hill Festival, l’evento musicale promosso dalla cantante kosovara Dua Lipa, diventato un punto di riferimento per la musica dal vivo nella regione.
A Pristina la cultura si vive anche nei caffè del Boulevard Madre Teresa, dove un macchiato servito con schiuma densa accompagna ore di conversazione, e nell’Old Green Market, il mercato alle spalle della Moschea Fatih dove si trovano i peperoni per l’ajvar e i formaggi dei villaggi vicini: due riti quotidiani che raccontano la città quanto i suoi monumenti.
Skopje, il jazz che unisce i Balcani
Skopje porta avanti una delle tradizioni musicali più solide della regione: il Skopje Jazz Festival, nato nel 1982, nel 2026 raggiunge un traguardo ragguardevole, confermandosi tra i festival jazz più longevi d’Europa orientale, con oltre quattro decenni di edizioni consecutive. Nato in anni di apertura culturale della Jugoslavia, il festival ha costruito negli anni una reputazione internazionale, portando sul palco artisti di scena jazz, world music e sperimentazione che difficilmente arrivano in altre città dei Balcani.

L’appuntamento, tradizionalmente collocato nella stagione autunnale, si inserisce in un centro storico che unisce il Ponte di Pietra sul fiume Vardar, il Bazar Vecchio ottomano e piazza Macedonia: un contesto urbano che rende l’ascolto di un concerto jazz serale un’esperienza diversa da qualunque altra città europea di dimensioni simili.
Insieme a Belgrado e Pristina, Skopje completa un triangolo culturale che smentisce l’idea di Balcani come periferia d’Europa: tre capitali vicine, ciascuna con una proposta culturale specifica, raggiungibili tra loro in poche ore di auto o autobus.
Informazioni pratiche per il viaggiatore
Belgrado si raggiunge in aereo con voli diretti dalle principali città italiane verso l’aeroporto Nikola Tesla; per seguire FEST conviene prenotare alloggio in centro, vicino al Sava Centar o al Dom Omladine, con ampio anticipo rispetto a ottobre, mese di alta affluenza congressuale in città.
Pristina ha un proprio aeroporto internazionale a circa venti chilometri dal centro, ben collegato con l’Italia tramite scali regionali; la città si visita comodamente a piedi partendo dal Boulevard Madre Teresa, e un paio di giorni bastano per unire i musei principali, il parco Gërmia e una serata di musica dal vivo.
Skopje è collegata da voli low cost con diversi hub europei e dista meno di cento chilometri sia da Pristina che dal confine serbo, il che rende possibile, con un po’ di organizzazione, un itinerario che tocchi tutte e tre le capitali in una sola settimana, muovendosi su strada tra la Piana del Kosovo, la valle del Vardar e le pianure della Serbia centrale.



