Belgrado (in serbo Београд, Beograd, "città bianca") è la capitale della Serbia e la città più grande dei Balcani occidentali, costruita dove il fiume Sava confluisce nel Danubio. È una capitale che non si visita in punta di piedi: ha quartieri bohémien, una fortezza millenaria, locali galleggianti sui fiumi e un ritmo di vita che si fa festa già dal giovedì sera.
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Un po’ di storia, in breve
Il nucleo urbano nasce come Singidunum, insediamento fondato dagli Scordisci nel III secolo a.C. sul colle alla confluenza dei due fiumi; tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C. i Romani conquistano l’insediamento e lo trasformano in avamposto a guardia del limes danubiano. Da allora la città è stata bizantina, bulgara, ungherese, serba, ottomana e asburgica, passando di mano decine di volte: gli storici contano diversi assedi tra Medioevo ed età moderna, l’ultimo determinante nel 1521, quando gli ottomani la conquistano e vi restano, salvo una breve parentesi austriaca nel Settecento, fino al 1867.
Nel Novecento Belgrado diventa capitale del Regno di Jugoslavia prima e della Jugoslavia socialista di Tito poi. Gli anni Novanta portano le guerre balcaniche e, nel 1999, i bombardamenti della NATO, di cui restano ancora visibili alcune tracce sugli edifici ministeriali lungo i viali del centro. Oggi è una città che guarda avanti, con un’identità che lo scrittore triestino Claudio Magris definiva «proteiforme», capace di rialzarsi ogni volta dalle proprie distruzioni.
Cosa vedere a Belgrado
La fortezza di Kalemegdan
È il cuore simbolico della città e il suo parco più amato: la fortezza di Kalemegdan sorge su un’altura di circa 125 metri alla confluenza di Sava e Danubio, di fronte alla Grande isola della guerra. Il nome viene dal turco kale (fortezza) e meydan (campo di battaglia).

All’interno si cammina tra strati di storia diversi: le mura bizantine e ottomane, la torre e la porta del Despota Stefano Lazarević, il cosiddetto pozzo romano (in realtà una cisterna austriaca del Settecento), la türbe di Damat Ali Pascià e la graziosa chiesa ortodossa di Ružica, con la facciata coperta d’edera. Poco distante si trova la cappella di Santa Petka, costruita attorno a una sorgente considerata miracolosa. Dalla terrazza presso la statua del Vincitore (Pobednik), opera dello scultore croato Ivan Meštrović, lo sguardo corre sulla confluenza dei due fiumi: è uno dei punti panoramici più fotografati della città. Il parco ospita anche il Museo militare e lo zoo di Belgrado, aperto dal 1936. Informazioni aggiornate su orari e percorsi si trovano sul sito ufficiale della Fortezza di Belgrado.
Via Knez Mihailova e il centro pedonale
Dalla fortezza parte Knez Mihailova, il viale pedonale che taglia il centro storico fino a piazza della Repubblica: palazzi ottocenteschi, librerie, caffè e il via vai continuo di belgradesi che qui si danno appuntamento. È la strada giusta per un primo orientamento in città, prima di infilarsi nelle vie laterali di Stari Grad, il quartiere più antico.
Skadarlija, il quartiere bohémien
Poco oltre piazza della Repubblica si entra in Skadarlija, la vecchia via acciottolata che a fine Ottocento ospitava artisti, scrittori e musicisti. Oggi è piena di kafane, le tradizionali osterie serbe con musica dal vivo, dove si assaggiano piatti come il ćevapčići (involtini di carne alla griglia) o il sarma (involtini di cavolo). È il luogo giusto per una cena lenta, con i violini che passano di tavolo in tavolo.
Il tempio di San Sava
Sulla collina di Vračar svetta il tempio di San Sava, una delle chiese ortodosse più grandi dei Balcani, dedicata al fondatore della Chiesa serba. La cupola centrale, rivestita d’oro, si vede da buona parte della città; l’interno, con i suoi mosaici dorati, è stato completato solo negli ultimi anni ed è oggi meta sia di pellegrini sia di visitatori.
Zemun, l’anima asburgica
Sulla sponda del Danubio, a nord del centro, Zemun era fino al primo Novecento un avamposto di confine dell’Impero austro-ungarico, distinto dalla Belgrado ottomana al di là del fiume. Conserva un’atmosfera diversa, mitteleuropea, con case basse, la collina di Gardoš sormontata dalla torre del Millennio e un lungofiume punteggiato di ristoranti di pesce: è una delle passeggiate più piacevoli per chi vuole uscire dal centro senza allontanarsi troppo.
La vita sui fiumi: gli splav
Una delle esperienze più caratteristiche di Belgrado si fa di sera, sull’acqua. Gli splav sono locali galleggianti ormeggiati lungo le rive di Sava e Danubio, soprattutto nella zona di Novi Beograd e lungo il lungofiume di Savamala: discoteche, bar e ristoranti su chiatte che d’estate restano aperti fino all’alba. È uno dei motivi per cui Belgrado è conosciuta come una delle capitali europee più vivaci per la vita notturna.
Quando andare
La primavera (aprile-maggio) e l’inizio dell’autunno (settembre-ottobre) sono i periodi migliori: temperature miti, meno turisti e le terrazze dei caffè ancora aperte. L’estate porta caldo intenso ma anche il massimo della vita sui fiumi e dei festival musicali; l’inverno è rigido ma regala un’atmosfera più raccolta, con i mercatini di Natale nel centro pedonale.
Come arrivare dall’Italia
Belgrado è collegata con voli diretti da diverse città italiane, tra cui Roma, Milano, Venezia e Bologna, operati principalmente da Air Serbia e da compagnie low cost stagionali: il volo dura in genere poco più di un’ora e mezza. L’aeroporto Nikola Tesla dista circa 18 chilometri dal centro ed è collegato con autobus di linea e taxi. In alternativa, per chi viaggia via terra, esistono collegamenti stradali attraverso Slovenia e Croazia, ma i tempi di percorrenza sono lunghi (oltre dieci ore di guida dal nord Italia).
Dove dormire: le zone principali
- Stari Grad (centro storico): la scelta più comoda per chi vuole muoversi a piedi tra Kalemegdan, Knez Mihailova e Skadarlija; qui si trovano gli hotel più classici e i prezzi più alti.
- Savamala: quartiere in rinnovamento lungo la Sava, pieno di locali alternativi, gallerie e ostelli, apprezzato da un pubblico giovane.
- Vračar: zona residenziale attorno al tempio di San Sava, più tranquilla, con buoni collegamenti verso il centro.
- Novi Beograd: la parte moderna della città, oltre la Sava, con hotel internazionali e vicinanza agli splav più grandi, ma meno pittoresca per chi cerca l’atmosfera storica.
Per informazioni aggiornate su eventi, mostre e trasporti pubblici, è utile consultare il portale turistico ufficiale di Belgrado prima di organizzare l’itinerario.




