Podgorica (in montenegrino Подгорица) è la capitale del Montenegro, una città giovane e poco turistica che vive soprattutto come punto d’appoggio: utile per chi vuole visitare il lago di Scutari, il monastero di Ostrog o muoversi verso la costa adriatica. Il centro storico è modesto, ma il mix di architettura socialista, quartieri ottomani ricostruiti e nuovi grattacieli racconta bene la storia recente del paese.
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Una capitale ricostruita più volte
Podgorica sorge alla confluenza di due fiumi, il Morača e la Ribnica, in una posizione strategica che ne ha fatto per secoli un crocevia conteso tra illiri, romani, slavi e ottomani. In epoca medievale, intorno all’XI secolo, l’insediamento era noto come Birziminium; dal XIV secolo in poi prende il nome di Podgorica, che mantiene anche durante i secoli della dominazione ottomana, quando la città assume un impianto urbano orientale di cui oggi resta traccia solo nel quartiere di Stara Varoš.

Il cambiamento più drastico arriva nel Novecento: durante la seconda guerra mondiale la città viene colpita da decine di bombardamenti alleati tra il 1941 e il 1944, che la distruggono quasi completamente. Solo dopo la guerra, nel 1946, viene ribattezzata Titograd in onore di Tito. La ricostruzione in epoca socialista jugoslava le ha dato il volto attuale, fatto di ampi viali, edifici in cemento e una scarsità di monumenti antichi che sorprende chi arriva aspettandosi un centro storico simile a quello di altre capitali balcaniche. Il nome Podgorica è tornato ufficiale nel 1992, dopo la fine della Jugoslavia socialista.
Cosa vedere a Podgorica
Stara Varoš e la torre dell’orologio
Stara Varoš è il nucleo ottomano della città, un reticolo di viuzze strette che ha in parte resistito ai bombardamenti. Qui si trova la Sahat Kula, la torre dell’orologio di epoca ottomana risalente al Settecento, uno dei pochi simboli superstiti del periodo turco, insieme a qualche moschea e ai resti di un vecchio hammam. È la zona in cui si respira ancora un’atmosfera balcanica più autentica, lontana dai viali socialisti del centro.

Il ponte del Millennio e il lungofiume Morača
Il Millenijumski most, il ponte del Millennio, è il simbolo architettonico della Podgorica contemporanea: una struttura strallata inaugurata nel 2005 che collega le due sponde del fiume Morača e che di sera si illumina diventando uno dei punti più fotografati della città. Le passeggiate lungo il Morača, soprattutto nei pressi del vecchio ponte in pietra e del canyon Cijevna poco fuori città, offrono scorci verdi che contrastano con il cemento del centro.
La cattedrale della Resurrezione di Cristo
La Hram Hristovog Vaskrsenja, cattedrale della Resurrezione di Cristo, è l’edificio religioso più importante della capitale: una chiesa ortodossa di grandi dimensioni completata nel 2013 e consacrata l’anno seguente, con affreschi interni realizzati da iconografi serbi e un campanile che domina il quartiere residenziale circostante. Non ha il peso storico di altre cattedrali europee, ma è il principale luogo di culto ortodosso del paese ed è diventata un riferimento visivo della città moderna.
Musei e vita cittadina
Il Museo nazionale del Montenegro, con sede proprio a Podgorica, raccoglie reperti archeologici ed etnografici utili per inquadrare la storia del paese prima di spostarsi verso le altre città. Il centro pedonale attorno a Trg Nezavisnosti (piazza dell’Indipendenza) e Bulevar Svetog Petra Cetinjskog concentra caffè, negozi e la vita serale, mentre il parco cittadino di Gorica, la collina boscosa da cui la città prende il nome, offre sentieri brevi e un belvedere panoramico.
Quando andare
Il periodo migliore va da aprile a giugno e da settembre a ottobre: Podgorica si trova in una conca ed è una delle città più calde d’Europa in estate, con temperature che superano spesso i 35 gradi in luglio e agosto. In primavera e inizio autunno il clima è più gradevole sia per visitare la città sia per le escursioni verso il lago di Scutari o la costa.
Come arrivare dall’Italia
L’aeroporto di Podgorica (Aerodrom Podgorica) è collegato con voli diretti da alcuni aeroporti italiani, in particolare nella stagione estiva; per informazioni aggiornate su rotte e orari conviene consultare il sito dell’aeroporto di Podgorica. In alternativa molti viaggiatori arrivano via traghetto a Bar, sulla costa, e proseguono in treno o autobus: la linea ferroviaria Bar-Podgorica-Belgrado attraversa paesaggi di montagna spettacolari. Per orientarsi sulle principali attrazioni del paese è utile anche il sito dell’ente nazionale del turismo del Montenegro.
Dove dormire per zone
- Centro, attorno a Trg Nezavisnosti e Bulevar Svetog Petra Cetinjskog: la scelta più comoda per muoversi a piedi tra ristoranti, negozi e il lungofiume del Morača.
- Nei pressi di Stara Varoš: per chi cerca un’atmosfera più raccolta, vicino alla torre dell’orologio e alle viuzze ottomane.
- Zona della stazione (željeznička stanica): pratica per chi arriva o riparte in treno verso Bar o Belgrado, con prezzi generalmente più contenuti.
Da Podgorica alle altre mete del Montenegro
Podgorica è soprattutto una base di partenza. Da qui si raggiunge in meno di un’ora il lago di Scutari (Skadarsko jezero), il più grande lago dei Balcani, condiviso con l’Albania, ideale per gite in barca tra ninfee e colonie di pellicani. Verso l’interno si arriva al monastero di Ostrog, scavato nella roccia a strapiombo e meta di pellegrinaggio tra le più importanti dei Balcani, mentre in circa un’ora e mezza di auto si scende verso la costa, a Budva o Kotor, lungo una strada di montagna panoramica che attraversa il Parco nazionale del Lovćen.

Foto di copertina: Nije bitno…, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons



