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Il Cammino di Sant’Olav è il grande cammino di pellegrinaggio del Nord Europa. Dalla capitale della Norvegia, Oslo, porta in circa 640 km alla cattedrale di Nidaros a Trondheim, dove è sepolto il re santo Olav. Il tracciato più conosciuto, descritto in questa pagina, è il Gudbrandsdalsleden, che risale la valle del Gudbrandsdal e attraversa l’altopiano del Dovrefjell; si percorre in circa un mese.
Olav Haraldsson, re di Norvegia, morì nella battaglia di Stiklestad nel 1030 e fu presto venerato come santo: per tutto il Medioevo Nidaros fu una delle mete di pellegrinaggio più importanti d’Europa, insieme a Roma e a Santiago. I pellegrinaggi furono vietati con la Riforma protestante e sono rinati alla fine del Novecento; dal 2010 i cammini di Sant’Olav sono un itinerario culturale del Consiglio d’Europa.
Il percorso del Gudbrandsdalsleden
- Da Oslo al lago Mjøsa: da Oslo il cammino ha due rami. Quello occidentale, seguito qui, passa per i boschi del Bærum e per Granavollen, con le due chiese sorelle medievali, e raggiunge la sponda ovest del lago Mjøsa a Gjøvik; quello orientale passa per Hamar, sull’altra sponda. I due rami si riuniscono a Lillehammer.
- Il Gudbrandsdal: per circa 200 km si risale la grande valle del fiume Lågen, tra fattorie, chiese di legno e sentieri sui fianchi della valle, passando per Ringebu, con la sua chiesa a pali (stavkirke), e Otta.
- Il Dovrefjell: dopo Dombås il cammino sale sull’altopiano del Parco nazionale del Dovrefjell, a oltre 1.000 metri, una tundra aperta dove vivono i buoi muschiati: è la parte più selvaggia e più esposta al maltempo.
- Verso Trondheim: si scende a Oppdal e si attraversano le valli e i boschi del Trøndelag, passando per Berkåk e Støren, fino alla cattedrale di Nidaros, la più grande chiesa medievale della Scandinavia.
Le tappe della scheda in cima alla pagina sono calcolate sulla traccia ufficiale ogni 20-25 km circa, tra i paesi principali: lungo il cammino si trovano molte possibilità di dormire, e conviene costruire le tappe giorno per giorno sugli alloggi disponibili.
Come riconoscere il percorso
I cammini di Sant’Olav in Norvegia sono segnati con paletti di legno marrone che portano in cima il simbolo dei pellegrini, una croce di Sant’Olav stilizzata, e con cartelli dello stesso stile ai bivi e nei paesi. Sui tratti di montagna, come il Dovrefjell, si aggiungono gli ometti di pietra e i segni rossi dei sentieri norvegesi.

Dove dormire e il «certificato» del pellegrino
Lungo il cammino ci sono ostelli per pellegrini, fattorie che affittano camere, rifugi e piccoli alberghi; nelle zone meno abitate, soprattutto sul Dovrefjell, gli alloggi sono distanti e vanno prenotati. Si cammina con il passaporto del pellegrino, da timbrare lungo la strada; all’arrivo, a chi ha percorso almeno gli ultimi 100 km, il centro dei pellegrini di Trondheim rilascia l’Olavsbrev, il certificato del pellegrinaggio. Tracce GPX, tappe e alloggi sono sul sito ufficiale dei cammini norvegesi, Pilegrimsleden.
Quando partire
La stagione va da giugno a metà settembre: prima e dopo il Dovrefjell può essere innevato e molti alloggi sono chiusi. In estate le giornate sono lunghissime e si cammina con la luce fino a tarda sera. Molti pellegrini organizzano il viaggio per arrivare a Trondheim per l’Olsok, la festa di Sant’Olav, il 29 luglio, con una settimana di celebrazioni intorno alla cattedrale.
Come arrivare
Oslo ha voli diretti da diverse città italiane; da Trondheim si torna in aereo dall’aeroporto di Værnes oppure in treno sulla ferrovia del Dovre, che segue in buona parte lo stesso percorso del cammino. Per scoprire il resto del paese c’è la guida su cosa vedere in Norvegia; gli altri itinerari sono nella pagina dei cammini europei.
Foto di copertina «Cattedrale di Nidaros» (Trondheim, Norvegia): Davide Zugna
