La bandiera della Città del Vaticano è divisa in due bande verticali, gialla verso l’asta e bianca verso il lato libero, con le chiavi di San Pietro incrociate e la tiara papale al centro del campo bianco. È una delle sole due bandiere nazionali di forma quadrata al mondo, insieme a quella della Svizzera, ed è stata adottata ufficialmente il 7 giugno 1929, subito dopo la firma dei Patti Lateranensi.

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Come è fatta la bandiera vaticana
Il vessillo ha forma quadrata, con proporzioni 1:1, e si compone di due campi verticali di uguale dimensione:
- giallo, aderente all’asta;
- bianco, sul lato libero.
Nel campo bianco compaiono le chiavi decussate di San Pietro, sormontate dalla tiara papale. La versione ufficiale è descritta nella Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, che ne fissa il modello in un allegato specifico. Negli spazi interni del piccolo Stato, sui pennoni di San Pietro come sugli edifici del Governatorato, la bandiera viene spesso issata anche in formato rettangolare, benché il modello ufficiale resti quadrato.
Va segnalato che negli anni scorsi si è diffusa online, ed è stata persino commercializzata, una versione errata con una fascia rossa sotto la tiara: un dettaglio che non esiste nel disegno originale e che è stato corretto dopo essere stato notato anche su Wikipedia.
Le chiavi incrociate e la tiara papale
Al centro del campo bianco si trovano le due chiavi di San Pietro, disposte in decusso, cioè a formare una X, come la croce di Sant’Andrea. Una chiave è d’oro, l’altra d’argento: rappresentano insieme il potere spirituale e quello temporale legati al soglio di Pietro, secondo il passo del Vangelo di Matteo in cui Cristo affida a Pietro le chiavi del Regno dei cieli. Le impugnature sono unite da un cordone, generalmente rosso, che simboleggia il legame fra i due poteri.
Sopra le chiavi si trova la tiara papale, chiamata anche triregno per le tre corone sovrapposte su una struttura conica, da cui pendono due infule, le strisce di stoffa che nell’uso scendevano sulle spalle del pontefice. La tiara richiama tradizionalmente la Chiesa militante, sofferente e trionfante, ed è oggi caduta in disuso come copricapo reale, ma resta il simbolo araldico più riconoscibile della Santa Sede.
Cosa rappresenta la bandiera del Vaticano
In araldica, oro e argento sono due metalli che normalmente non si accostano nello stesso stemma. Nel caso vaticano l’eccezione si spiega proprio con la materia delle chiavi: quella d’oro, a destra, allude al potere sul regno dei cieli; quella d’argento, a sinistra, indica l’autorità spirituale del papato in terra.
Il colore giallo e il colore bianco della bandiera derivano quindi direttamente dai metalli delle due chiavi, più che da un significato simbolico autonomo, come accade invece in molte bandiere nazionali europee. La combinazione bianco-oro è diventata negli anni sinonimo visivo della Santa Sede, tanto da essere ripresa anche nei paramenti e negli stendardi che accompagnano le cerimonie in piazza San Pietro.
Quando è stata adottata e da dove nasce
La storia della bandiera comincia ben prima della nascita dello Stato vaticano. Fino al 1808 lo Stato Pontificio usava i colori giallo e amaranto, tradizionalmente legati al Senato e al Popolo Romano. Fu Papa Pio VII, nel 1808, a ordinare alla Guardia nobile pontificia di sostituire il rosso con il bianco, per distinguere le proprie truppe da quelle incorporate nell’esercito napoleonico dopo l’occupazione di Roma.
Nel 1825, sotto Leone XII, la bandiera mercantile dello Stato Pontificio adottò definitivamente il giallo e il bianco disposti in due bande verticali, con le chiavi e la tiara al centro: è l’antenata diretta della bandiera attuale. Dopo l’Unità d’Italia e la fine dello Stato Pontificio nel 1870, il vessillo cadde in disuso per quasi sessant’anni.
Con la firma dei Patti Lateranensi, l’11 febbraio 1929, tra la Santa Sede e il Regno d’Italia, nacque lo Stato della Città del Vaticano. La nuova Legge fondamentale, entrata in vigore il 7 giugno 1929, ne fissò la bandiera nella forma quadrata ancora oggi in uso, ripresa dal modello della fanteria pontificia del 1862. Il vessillo fu issato per la prima volta l’8 giugno 1929, il giorno successivo alla nascita del nuovo Stato.
Una bandiera protetta anche fuori dal Vaticano
Per la legislazione italiana la bandiera vaticana è considerata bandiera di uno Stato estero e viene tutelata come tale, allo stesso modo di ogni altro vessillo nazionale riconosciuto. Chi visita piazza San Pietro può osservarla issata sul colonnato del Bernini durante le udienze pubbliche e le celebrazioni papali, insieme allo stendardo giallo e bianco che sventola sul Palazzo Apostolico.
Vale la pena ricordare che la bandiera va distinta dallo stemma ufficiale della Città del Vaticano, che riprende le stesse chiavi e la stessa tiara ma su fondo rosso: un simbolo che compare su documenti, monete e alcune uniformi, ma non sul vessillo nazionale esposto sui pennoni.