Dubrovnik, in italiano Ragusa, è una città della Croazia meridionale affacciata sul Mare Adriatico, nella Dalmazia più a sud. Non è la capitale del paese — quel ruolo spetta a Zagabria — ma è probabilmente la città croata più famosa nel mondo grazie al suo centro storico, patrimonio dell'UNESCO dal 1979.
Dubrovnik è la capitale della Croazia?
No. La capitale della Croazia è Zagabria, situata nell'entroterra settentrionale del paese e sede del governo, del parlamento e delle principali istituzioni nazionali. Dubrovnik è invece il capoluogo della Regione raguseo-narentana, una delle ventuno contee croate, e la maggiore città della Dalmazia meridionale.
La confusione nasce probabilmente dalla straordinaria notorietà turistica di Dubrovnik, spesso più conosciuta all'estero della stessa Zagabria. Ma dal punto di vista amministrativo il suo ruolo è quello di città regionale, per quanto di primissimo piano dal punto di vista storico e culturale.
Dove si trova e come è fatta la città
Dubrovnik sorge ai piedi del monte Sergio (Srđ), che sovrasta la città alle sue spalle, di fronte all'isola disabitata di Lacroma. Il nucleo più antico fu fondato su un isolotto roccioso, poi collegato alla terraferma tramite l'interramento di un sottile braccio di mare: quel canale colmato corrisponde oggi allo Stradun, il lungo stradone lastricato che taglia in due il centro storico, dalla Porta Pile fino alla Torre dell'Orologio in prossimità del porto.
Il centro storico, interamente pedonale, conserva l'impianto regolare voluto dopo il terremoto del 1667: calli parallele che incrociano ad angolo retto lo Stradun, cinte da mura possenti tra le meglio conservate d'Europa. Da qui il soprannome di «perla dell'Adriatico», mentre nel mondo slavo Dubrovnik è nota anche come «Atene slava» per il suo ruolo di centro letterario e artistico.
Quanti abitanti ha Dubrovnik
Secondo il censimento del 2021, Dubrovnik conta circa 41.500 abitanti, distribuiti su un territorio comunale che comprende, oltre al centro storico, i quartieri più moderni di Gruž e Lapad e le propaggini verso Ragusa Vecchia (Cavtat).
Il dato colloca Dubrovnik ben al di sotto di Zagabria, che supera i 600.000 abitanti, e anche di Spalato, la seconda città croata con oltre 150.000 residenti. È invece paragonabile, per dimensioni, a città come Sebenico, altro importante centro della Dalmazia. Nei mesi estivi la popolazione reale di Dubrovnik cresce enormemente per l'arrivo dei turisti, al punto che la città è stata più volte segnalata tra le mete europee con il più alto rapporto tra visitatori e abitanti residenti.
La storia della Repubblica di Ragusa
La città fu fondata nella prima metà del VII secolo con il nome di Ragusium da profughi della vicina Epidaurum (l'odierna Ragusa Vecchia), in fuga dalle invasioni di Slavi e Avari. Passata sotto la protezione dell'Impero bizantino, sviluppò presto un commercio marittimo fiorente nell'Adriatico e nel Mediterraneo orientale.
Dopo la quarta crociata e la caduta di Costantinopoli (1204), Ragusa entrò nell'orbita della Repubblica di Venezia, da cui mutuò l'assetto istituzionale: un Maggior Consiglio, un Senato (Consiglio dei Pregadi) e la figura del Rettore, equivalente locale del Doge. Il legame con Venezia durò, con qualche interruzione, fino al 1358.
La nascita della repubblica indipendente
Con la pace di Zara del 1358 Ragusa passò formalmente sotto la sovranità ungherese, ma ottenne un'ampia autonomia in cambio di un tributo annuale: fu di fatto la nascita della Repubblica di Ragusa, quinta repubblica marinara dopo Venezia, Amalfi, Pisa e Genova. Il motto della repubblica, tratto da una massima di Esopo, era Non bene pro toto libertas venditur auro — la libertà non si vende per tutto l'oro del mondo.
Nei due secoli successivi Ragusa costruì una rete commerciale che si estendeva dalla Spagna al Mediterraneo orientale, arrivando a rivaleggiare con Venezia stessa. Nel 1416 fu il primo stato europeo ad abolire la schiavitù e il suo commercio nei propri territori. Con la fine del regno d'Ungheria, sancita dalla battaglia di Mohács (1526), la repubblica si mise sotto la protezione dell'Impero ottomano, pagando un tributo e garantendosi ancora una volta l'indipendenza sostanziale.
Il terremoto del 1667 e il lento declino
Il 6 aprile 1667 un violento terremoto rase al suolo gran parte della città, causando circa 5.000 vittime. Ragusa fu ricostruita quasi interamente secondo un piano urbanistico regolare, con l'aiuto di scalpellini giunti anche dalla Puglia: è l'aspetto barocco che il centro storico conserva ancora oggi. Ma tra la scoperta dell'America, che spostò le rotte commerciali verso l'Atlantico, e l'instabilità geopolitica europea, la repubblica entrò in un declino inarrestabile.
Nel 1808 il generale francese Auguste Marmont decretò lo scioglimento del Senato raguseo, ponendo fine a oltre un secolo e mezzo di indipendenza formale (e a dodici secoli di storia cittadina). Il Congresso di Vienna del 1815 assegnò la città all'Impero austriaco, che la governò come parte del Regno di Dalmazia fino al 1918.
Dal Novecento alla Dubrovnik di oggi
Dopo la prima guerra mondiale Ragusa entrò a far parte del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, poi Regno di Jugoslavia, e in seguito della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. In questo periodo il nome croato Dubrovnik divenne l'unica denominazione ufficiale.
La dissoluzione della Jugoslavia portò conseguenze drammatiche: il 6 dicembre 1991, durante la guerra d'indipendenza croata, la città fu bombardata dalle forze serbe appostate sulle alture del monte Sergio. I danni colpirono anche il centro storico patrimonio dell'UNESCO. La ricostruzione fu rapida e oggi quei segni sono quasi invisibili, sostituiti dal flusso costante di visitatori che hanno reso Dubrovnik una delle mete più celebri d'Europa, complice anche la notorietà internazionale legata alle riprese della serie televisiva Il Trono di Spade, ambientate proprio tra le mura della città vecchia.
Informazioni pratiche per visitare Dubrovnik
Il centro storico si visita interamente a piedi: le automobili non possono accedervi e le distanze tra i punti principali, dalla Porta Pile al porto vecchio, si percorrono in pochi minuti. Tra le tappe classiche ci sono il Palazzo dei Rettori, la Fontana di Onofrio all'inizio dello Stradun, il monastero domenicano con il suo chiostro trecentesco e il cammino sulle mura, che regala la vista più nota sui tetti in coccio arancione della città.
Per evitare la folla estiva, il periodo più indicato resta la tarda primavera (maggio) o l'inizio dell'autunno, tra metà settembre e metà ottobre, quando il clima mediterraneo della città — miti inverni e estati calde e secche — è ancora piacevole ma i flussi turistici si riducono sensibilmente rispetto a luglio e agosto. Dubrovnik è collegata via mare e via terra con Spalato, altra tappa fondamentale di un itinerario in Dalmazia, e con Sebenico, più a nord lungo la stessa costa.

