Zara (in croato Zadar) è una città della Croazia che si affaccia sull'Adriatico, in Dalmazia settentrionale, non in Istria: le due regioni sono distinte e separate dal Golfo del Quarnaro e dalla Croazia centrale. Con circa 70.000 abitanti è la capitale storica della Dalmazia, anche se oggi Spalato la supera per popolazione.

Zara è in Dalmazia, non in Istria
Chi cerca "Zara Istria" fa confusione tra due regioni costiere croate ben diverse. L'Istria è la penisola nella parte nord-occidentale della Croazia, con città come Pola e Rovigno, affacciata sul Golfo di Trieste. Zara si trova invece più a sud, nella Dalmazia settentrionale, a poco più di 300 km da Trieste seguendo la costa.
La differenza non è solo geografica ma anche storica: l'Istria e la Dalmazia hanno avuto vicende diverse sotto Venezia, l'Austria e poi la Jugoslavia, pur condividendo per secoli la stessa lingua franca adriatica e legami con la Repubblica di San Marco.
Come si chiamano gli abitanti di Zara
Gli abitanti di Zara si chiamano zaratini. Il termine vale sia per chi vive oggi nella città croata sia, storicamente, per la comunità italiana che l'ha abitata fino all'esodo del secondo dopoguerra, ancora oggi rappresentata dalla locale Comunità degli Italiani.
Provincia di Zara
Oggi Zara è il capoluogo della regione zaratina (Zadarska županija), una delle 21 contee in cui è suddivisa la Croazia, che comprende la città e un ampio arcipelago di isole della Dalmazia settentrionale, tra cui Ugliano e Pasmano.
Il nome "provincia di Zara" richiama però anche un capitolo storico preciso: dal 1920 al 1943 esistette una provincia italiana di Zara, nata dal Trattato di Rapallo. Era un territorio minuscolo, poco più di 100 km², formato dalla sola città e da poche isole come Lagosta, un'exclave italiana circondata dalla Dalmazia jugoslava. Durante la Seconda guerra mondiale, dopo l'occupazione italiana della Dalmazia, la provincia si allargò temporaneamente fino a superare i 3.700 km², per tornare poi, con la fine della guerra e il trattato di pace del 1947, definitivamente alla Jugoslavia.
Storia della città di Zara
Nel IX secolo a.C. sorge qui un avamposto dei Liburni, popolazione illirica. Dal 59 a.C. diventa municipio romano con il nome di Iadera, poi colonia romana i cui abitanti ottengono la cittadinanza. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente e la distruzione di Salona, agli inizi del VII secolo, Zara diventa la capitale della provincia bizantina di Dalmazia.
Tra il IX e il XII secolo si susseguono la dominazione dei Franchi, di Bisanzio e dei re ungaro-croati. Con l'ascesa di Venezia inizia la lotta per l'egemonia sull'Adriatico: la città è sottomessa alla Serenissima tra il 1111 e il 1154, tra il 1160 e il 1183, fino all'assegnazione definitiva del 1202, al termine della quarta crociata. Cade poi più volte in mano ungherese, tra rivolte e riconquiste, fino alla Pace di Zara del 1358 e al successivo ritorno definitivo sotto Venezia nel 1409, quando Ladislao di Napoli vende alla Repubblica tutti i suoi diritti sulla Dalmazia per 100.000 ducati d'oro.
Zara diventa così capitale della Dalmazia veneta e baluardo contro le incursioni ottomane nell'entroterra illirico. Con la caduta della Serenissima, nel 1797 passa agli austriaci; dopo una parentesi francese (1805-1813) resta nell'Impero asburgico fino al 1918.
Nell'Ottocento la città vive in prima persona le tensioni tra identità italiana e croata, con giornali bilingue come il Regio Dalmata e la Gazzetta di Zara, e partecipa ai moti risorgimentali: nel 1848, l'anno delle rivoluzioni in tutta Europa, anche Zara conosce un forte fermento patriottico, con manifestazioni e adesioni agli ideali italiani che si diffondono in quel periodo lungo tutta la costa dalmata.
Con il Patto di Londra e la fine della Prima guerra mondiale, l'Italia ottiene Zara, che diventa capoluogo della piccola provincia omonima. La Seconda guerra mondiale è però devastante: la città subisce 54 bombardamenti alleati, meritandosi il soprannome di "Dresda dell'Adriatico", e l'esodo della popolazione italiana è quasi totale. Passata alla Jugoslavia di Tito, riprende ufficialmente il nome croato di Zadar. Dal 1991 fa parte della Croazia indipendente.
Cosa vedere a Zara oggi
Il centro storico occupa una penisola stretta e rettangolare, percorribile a piedi in poche ore. Da non perdere la chiesa di San Donato, a pianta circolare e risalente al IX secolo, il complesso della cattedrale di Sant'Anastasia con l'annesso battistero, e i resti del Foro romano, testimonianza dell'antica Iadera.
Le fortificazioni veneziane della città, insieme ad altre opere difensive dello Stato da Mar, sono state riconosciute patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Sul lungomare si trovano due installazioni contemporanee molto fotografate: l'Organo Marino, che produce suoni sfruttando il movimento delle onde, e il Saluto al Sole, un disco di pannelli solari che si illumina al tramonto in sincronia con la musica dell'organo.
Da Zara partono i collegamenti verso le isole Kornati e verso altre mete della costa dalmata: Sebenico si raggiunge in meno di un'ora d'auto, Spalato è la tappa naturale scendendo lungo la costa, mentre Dubrovnik, più a sud, richiede un viaggio più lungo ma resta una delle mete più amate della Dalmazia meridionale.
Informazioni pratiche
Zara è servita da un piccolo aeroporto internazionale a pochi chilometri dal centro, con collegamenti stagionali verso diverse città europee. In auto dal Nord Italia si percorrono circa 350-360 km da Trieste, in tre o quattro ore di viaggio; esistono anche collegamenti marittimi con l'Italia, in particolare da Ancona.
La cucina locale segue la tradizione dalmata: piatti di pesce, salumi e formaggi come quello dell'isola di Pag, e soprattutto il maraschino, il liquore ottenuto dalle marasche che ha reso famose le distillerie zaratine in tutto il mondo fin dall'Ottocento. L'estate, tra giugno e agosto, è la stagione più frequentata; primavera e autunno offrono temperature più miti e meno affollamento per visitare con calma la cartina del centro storico e le sue calli.

