La bandiera della Croazia è un tricolore orizzontale rosso, bianco e blu, con al centro lo stemma nazionale a scacchi bianchi e rossi sormontato da una corona di cinque scudi regionali. È stata adottata ufficialmente il 21 dicembre 1990, pochi mesi prima della proclamazione di indipendenza dalla Jugoslavia.

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Storia della bandiera croata
Il tricolore rosso-bianco-blu comparve per la prima volta nel 1848, durante il movimento guidato dal ban Josip Jelačić, e da allora è rimasto legato all’identità nazionale croata. Sono i cosiddetti colori panslavi, condivisi con altre bandiere dell’Europa orientale di tradizione slava.
Nel corso del Novecento la bandiera ha attraversato diverse trasformazioni. Durante lo Stato Indipendente di Croazia, negli anni della Seconda guerra mondiale, il tricolore restò simile all’attuale ma senza corona, con la lettera "U" nell’angolo superiore sinistro e il primo scacco bianco anziché rosso. Nella Repubblica Socialista di Croazia, all’interno della Jugoslavia comunista, al posto dello stemma compariva una stella rossa bordata d’oro.
Con le prime elezioni multipartitiche del 1990 la stella fu sostituita dallo stemma storico a scacchiera, e il 21 dicembre dello stesso anno venne approvato il disegno definitivo con la corona dei cinque scudi, un giorno prima dell’adozione della nuova Costituzione croata. Chi visita la Croazia nota questo vessillo ovunque: su edifici pubblici, lungo le coste dell’Istria e della Dalmazia, durante le partite della nazionale.
Significato dei colori e dello stemma a scacchi
Le tre bande orizzontali di uguale altezza, dall’alto verso il basso rosso, bianco e blu, uniscono simbolicamente le tradizioni di tre antichi regni: quello di Croazia (rosso e bianco), quello di Slavonia (bianco e blu) e quello di Dalmazia. Secondo l’interpretazione più diffusa, il rosso ricorda il sangue versato nelle lotte per l’indipendenza, il bianco richiama pace e unità, il blu evoca il cielo e il mare Adriatico che bagna le coste croate.
Al centro della bandiera domina la šahovnica, lo scudo a scacchi rossi e bianchi che è forse il simbolo più riconoscibile del paese, tanto da essere considerato dai croati stessi più identitario del tricolore. È composto da 25 caselle disposte in cinque file, con il primo quadrato in alto a sinistra sempre di colore rosso. La sua origine è antichissima e in parte leggendaria: alcune tradizioni la collegano a una sfida a scacchi tra un eroe croato e un doge veneziano, ma la prima testimonianza documentata risale al 1525.
Sopra lo scudo si trova una corona formata da cinque scudetti più piccoli, che rappresentano le regioni storiche del paese: la Croazia antica legata a Zagabria, l’antica Repubblica di Ragusa (oggi Dubrovnik), la Dalmazia con le sue teste di leone, l’Istria con il caprone dorato e la Slavonia. Questa corona fu disegnata nel 1990 dal grafico Miroslav Šutej e racconta, in forma araldica, l’unione di territori diversi in un’unica nazione.
Quando è stata adottata
La bandiera nella sua forma attuale è stata approvata il 21 dicembre 1990, data che oggi coincide con la Giornata della Bandiera croata. Il tricolore senza stemma comunista era già tornato in uso nel maggio dello stesso anno, subito dopo le prime elezioni libere che segnarono la fine del regime socialista.
Le proporzioni ufficiali sono di 1:2, secondo quanto stabilito dalla Costituzione croata. Chi programma un viaggio può orientarsi con la cartina della Croazia, utile per collocare le regioni raffigurate negli scudi della corona, dalla costa istriana fino alle terre interne della Slavonia.