Da Milano a Vicenza, da Torino a Traversetolo, i musei italiani trasformano l'autunno 2026 in una lunga stagione dedicata alla fotografia: retrospettive su maestri storici come Man Ray si alternano a inchieste fotografiche contemporanee sull'ambiente e sulla società. Dieci sedi, da nord a sud, raccontano la fotografia come linguaggio capace di attraversare un secolo di storia e restare, allo stesso tempo, specchio del presente.
Milano, crocevia tra avanguardia storica e sguardo contemporaneo
Palazzo Reale ospita "Man Ray. Forme di luce", la grande retrospettiva curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca dedicata a uno dei padri della fotografia come medium creativo. Il percorso attraversa stampe vintage, negativi, collage e rayografie, dalla Philadelphia natale del 1890 fino agli anni parigini vissuti accanto a Marcel Duchamp, André Breton e Kiki de Montparnasse, sua musa e compagna. Qui nascono immagini entrate nell'immaginario collettivo come "Noire et blanche" e "Le Violon d'Ingres", insieme alle solarizzazioni che Man Ray mise a punto nel suo studio di Montparnasse, in un gioco continuo tra tecnica fotografica e sperimentazione surrealista.
Poco distante, al Pirelli HangarBicocca, la fotografia si fa racconto intimo e politico con "Nan Goldin. This Will Not End Well", la prima retrospettiva dedicata al lavoro della fotografa statunitense come filmmaker. L'allestimento, firmato dall'architetta Hala Wardé, si sviluppa in un vero villaggio di padiglioni, ciascuno costruito attorno a uno slideshow diverso: un formato che Goldin ha reso celebre fin dagli anni Ottanta e che qui trova la sua messa in scena più ampia mai realizzata in un museo europeo. Un'installazione sonora commissionata appositamente accompagna il percorso, insieme a due slideshow recenti presentati per la prima volta in un contesto museale europeo. Orari, biglietti e aperture straordinarie sono indicati sul sito ufficiale di Pirelli HangarBicocca.
Torino e Vicenza, le Gallerie d'Italia tra archivio e reportage
Il network delle Gallerie d'Italia, promosso da Intesa Sanpaolo, porta la fotografia al centro della sua programmazione autunnale in due città diverse. A Torino, "Jeff Wall. Photographs", a cura di David Campany, ripercorre la carriera del fotografo canadese attraverso immagini di grande formato in cui la messa in scena si confonde con l'osservazione documentaria: paesaggi urbani, scene di vita quotidiana trasformate in visioni quasi oniriche, debitrici tanto della pittura classica quanto del neorealismo italiano che Wall ha sempre dichiarato tra le sue fonti.
Nello stesso spazio torinese, nei mesi precedenti era andata in scena "Un'immagine" di Erik Kessels, installazione video che fonde migliaia di scatti dell'Archivio Publifoto – oltre sette milioni di fotografie scattate tra gli anni Trenta e Novanta, custodite da Intesa Sanpaolo – in un unico ritratto in movimento dell'Italia del Novecento. Volti, cronaca, lavoro, sport e politica si compenetrano in un magma organico accompagnato da una colonna sonora firmata da Robin Rimbaud, in arte Scanner, insieme a Stefano Pilia.
A Vicenza, le Gallerie d'Italia ospitano "Cristina Mittermeier. La grande saggezza", curata da Lauren Johnston in collaborazione con National Geographic. Biologa marina prima ancora che fotografa, Mittermeier racconta la salute degli oceani e le culture dei popoli che da essi dipendono attraverso immagini ad alto impatto emotivo, dopo le tappe già toccate a Torino e alla Galleria d'arte moderna di Palermo. Il programma completo delle sedi italiane è consultabile sul sito ufficiale delle Gallerie d'Italia.
Traversetolo e gli altri poli della fotografia italiana
Anche fuori dalle grandi città la fotografia trova spazio nei musei della stagione autunnale. La Fondazione Magnani-Rocca di Traversetolo, in provincia di Parma, è conosciuta soprattutto per la collezione raccolta da Luigi Magnani, con opere di Goya, Tiziano, Dürer e Cézanne: da alcune stagioni affianca alla pittura antica e moderna un dialogo con la fotografia del Novecento, inserendosi nel più ampio movimento di riscoperta del medium che attraversa l'Italia in questi mesi. Per chi arriva da fuori regione, la villa settecentesca che ospita la fondazione si raggiunge facilmente in auto dall'uscita autostradale di Parma, immersa nella campagna emiliana a pochi chilometri dalla città.

Il filo che lega queste proposte – da Milano a Traversetolo, passando per Torino e Vicenza – è la convinzione che la fotografia non sia più un genere minore rispetto a pittura e scultura, ma un linguaggio autonomo capace di raccontare tanto la storia dell'arte del Novecento quanto le urgenze del presente: la crisi ambientale, la memoria degli archivi fotografici, l'identità dei territori attraversati dalle macchine fotografiche di generazioni diverse.
Informazioni pratiche per organizzare la visita
Le mostre fotografiche dell'autunno si concentrano soprattutto tra Lombardia, Piemonte e Veneto, un triangolo facilmente raggiungibile in treno ad alta velocità: Milano Centrale, Torino Porta Nuova e Vicenza sono collegate da corse frequenti, utili per chi vuole costruire un itinerario su più tappe nello stesso weekend, magari allungando il viaggio fino a Traversetolo con un cambio a Parma.
Molti musei propongono biglietti combinati, aperture serali in determinati giorni della settimana e riduzioni per studenti, insegnanti e visitatori over 65; conviene verificare orari, giorni di chiusura e modalità di prenotazione direttamente sui siti ufficiali delle singole sedi, perché calendari ed eventi speciali possono variare nel corso della stagione. Per chi arriva da fuori regione, prenotare con qualche giorno di anticipo resta la soluzione più semplice per evitare code nei weekend di punta, quando le grandi retrospettive richiamano pubblico da tutta Italia.
Foto di copertina: Annika of Nine, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons



