La Bosnia ed Erzegovina è una repubblica parlamentare federale dei Balcani occidentali, con una superficie di 51.209 km² e una popolazione che, secondo le stime più recenti, si aggira intorno ai 3,1-3,2 milioni di abitanti, in calo costante da almeno un decennio. La capitale è Sarajevo, la sigla automobilistica internazionale è BIH e il prefisso telefonico è +387.
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Targa BIH: cosa significa e a quale paese appartiene
BIH è la sigla automobilistica internazionale della Bosnia ed Erzegovina: la si vede sul lato sinistro delle targhe, su una banda blu, seguita dal blocco alfanumerico del veicolo. Chi la incontra su un’autostrada europea, magari in coda a un traghetto in Croazia o lungo la costa adriatica, sa quindi di trovarsi davanti a un’auto immatricolata nello stato balcanico che ha Sarajevo come capitale.
Dal 2009 le targhe standard bosniache sono composte da sette caratteri, cinque cifre e due lettere, su sfondo bianco con la fascia blu a sinistra che riporta la sigla BIH accanto alla bandiera nazionale. Le lettere ammesse – A, E, J, K, M, O, T – sono state scelte perché hanno la stessa forma sia nell’alfabeto latino sia in quello cirillico, così da risultare leggibili a tutte le comunità del paese.
Il sistema attuale ha sostituito quello in vigore dal 1998, introdotto dopo la guerra proprio per eliminare ogni riferimento alla provenienza etnica o territoriale del veicolo: le targhe, infatti, sono uguali in tutto il paese e non permettono di risalire al distretto di immatricolazione, a differenza di quanto avveniva prima del conflitto degli anni Novanta. Per approfondire la storia e i dati del paese, la voce di Wikipedia sulla Bosnia ed Erzegovina offre una sintesi aggiornata.
Capitale, prefisso telefonico e popolazione
La capitale della Bosnia ed Erzegovina è Sarajevo, città che si stende nella valle della Miljacka, circondata da montagne, a un’altitudine che le fonti indicano tra i 500 e i 640 metri sul livello del mare. È nota per essere stata teatro, nel 1914, dell’attentato a Francesco Ferdinando sul Ponte Latino, evento all’origine della Prima guerra mondiale. La seconda città del paese per importanza è Banja Luka, principale centro della Republika Srpska.
Secondo le stime delle Nazioni Unite elaborate da fonti demografiche internazionali, la popolazione bosniaca si attestava intorno ai 3,1-3,2 milioni di abitanti nel 2024, con una tendenza alla diminuzione legata a un tasso di fecondità tra i più bassi d’Europa e a un’emigrazione costante verso Croazia, Germania, Serbia e Austria. L’età mediana ha superato i 46 anni, segno di una popolazione che invecchia rapidamente rispetto alla media europea.
Il prefisso telefonico internazionale resta +387, uguale su tutto il territorio nazionale, comprese la Republika Srpska e la Federazione di Bosnia ed Erzegovina, le due entità in cui il paese è diviso dopo gli accordi di Dayton del 1995.
Confini, lingue e moneta
La Bosnia ed Erzegovina confina con la Serbia a est, con il Montenegro a sud-est e con la Croazia a nord e a ovest. Il paese ha un solo, brevissimo sbocco sul mare Adriatico, presso la cittadina di Neum, incastonata tra due lembi di costa croata.
Le lingue ufficiali sono bosniaco, serbo e croato, varianti molto vicine tra loro dal punto di vista linguistico ma cariche di significato identitario nel paese. La moneta ufficiale è il marco convertibile, ancorato storicamente al marco tedesco e oggi all’euro con un cambio fisso.
Geografia: montagne, fiumi e paesaggi
Il territorio bosniaco è in gran parte montuoso, attraversato dalle propaggini delle Alpi Dinariche che scendono verso l’Adriatico. La vetta più alta è il Maglić, che raggiunge circa 2.386 metri, al confine con il Montenegro, all’interno del parco nazionale di Sutjeska.
Il fiume Bosna, da cui il paese prende il nome, nasce vicino a Sarajevo e scorre verso nord fino a incontrare la Sava; la Neretva, invece, taglia l’Erzegovina verso sud in direzione dell’Adriatico, passando per Mostar e il suo celebre Ponte Vecchio, ricostruito dopo la guerra e inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Viaggiare in Bosnia ed Erzegovina significa passare in poche ore dai boschi di conifere dei monti intorno a Sarajevo al clima mediterraneo della valle della Neretva, dove crescono fichi e melograni. È una delle ragioni per cui il paese, spesso attraversato solo di passaggio tra Croazia e Montenegro, merita invece una sosta più lunga.
Quando andare e cosa vedere
Chi cerca la neve può puntare sulle montagne intorno a Sarajevo, dove si trovano le piste che ospitarono le Olimpiadi invernali del 1984; l’inverno, tra dicembre e marzo, è la stagione ideale per lo sci e per visitare la capitale avvolta nella nebbia dei caffè della Baščaršija, il vecchio bazar ottomano.
Primavera e inizio autunno sono i periodi migliori per spostarsi verso Mostar e la valle della Neretva, quando le temperature sono miti e la luce esalta i colori del fiume turchese sotto il Ponte Vecchio. L’estate, più calda e secca, si presta invece a escursioni nel parco nazionale di Sutjeska, tra foreste antiche e sentieri verso la vetta del Maglić.
Per orientarsi tra collegamenti, documenti e proposte di itinerario, il sito dell’ente nazionale per il turismo della Bosnia ed Erzegovina raccoglie informazioni pratiche aggiornate, utili sia per un weekend a Sarajevo sia per un viaggio più lungo tra capitale ed Erzegovina.
