Capodistria (in sloveno Koper) è la principale città costiera della Slovenia e il suo porto più importante, affacciato sul Mare Adriatico nel cuore dell'Istria slovena. Con circa 25.000 abitanti nella città e oltre 50.000 nell'intero comune, e un'anima insieme slovena e italiana, è la porta d'accesso più vicina all'Italia per chi arriva da Trieste.
Capodistria, la città dei cento soli
Il capoluogo del comune omonimo conta oggi, secondo i dati più recenti, oltre 50.000 abitanti nell'intero territorio comunale, che comprende sia la zona costiera sia un entroterra collinare fatto di vigneti e uliveti. Capodistria è chiamata localmente "la città dei cento soli" per il clima mite e le giornate limpide che la caratterizzano anche in inverno.
La città sorgeva un tempo su un'isola, collegata alla terraferma da due dighe: le antiche saline che si stendevano tra le due dighe sono state bonificate nei secoli, saldando definitivamente Capodistria alla costa.
Storia di Capodistria e la comunità italiana
Le origini di Capodistria risalgono all'alto medioevo. La città entrò presto nell'orbita di Venezia, che nel 1279 ne ottenne il controllo definitivo dopo la resistenza delle città istriane, e la elevò a principale base commerciale e militare della Serenissima in Istria: i documenti dell'epoca la definivano "la città più importante che possediamo in Istria".
Persa Trieste, passata agli Asburgo alla fine del Trecento, Capodistria rimase per secoli sotto il segno di Venezia, che ne modellò l'architettura, le piazze e i palazzi in stile gotico veneziano ancora oggi visibili. Con la pace di Campoformio (1797) la città passò all'Austria, conservando il proprio carattere italiano; dopo la Prima guerra mondiale entrò a far parte del Regno d'Italia.
Il passaggio decisivo avvenne nel secondo dopoguerra: con il Memorandum di Londra del 1954 Capodistria fu inclusa nella Repubblica federale di Iugoslavia, con il nome di Koper. Molti abitanti di lingua italiana lasciarono la città, ma una parte della comunità autoctona scelse di restare.
Ancora oggi Capodistria è ufficialmente bilingue, italiano e sloveno, anche nella toponomastica: è questo il filo che lega la città alla sua storia italiana, e la ragione per cui molti la cercano ancora come "Capodistria italiana". La minoranza autoctona è riunita in tre comunità degli italiani (Capodistria, Crevatini-Ancarano, Bertocchi) e, pur essendo minoritaria rispetto alla popolazione complessiva del comune, gode di tutele concrete: può esporre la propria bandiera negli spazi pubblici accanto a quella slovena, elegge direttamente 3 dei 32 seggi del Consiglio comunale e designa uno dei vicesindaci.
Cosa vedere a Capodistria
Il centro storico
Il cuore della città si attraversa a piedi partendo dalla Porta della Muda, l'unico varco cittadino rimasto delle antiche mura, risalente al XVI secolo, che conduce alla fontana Da Ponte. Da qui si snodano le calli lastricate del centro, fiancheggiate da case dai colori pastello, fino a Palazzo Pretorio, sede storica del potere veneziano in stile gotico, oggi edificio comunale, e a Palazzo della Loggia, del Quattrocento.
Piazza Tito e il campanile
Piazza Tito è il salotto della città e riunisce gli edifici più rappresentativi di Capodistria. Domina la piazza il campanile, alto circa 54-55 metri, edificato nel XII secolo e affiancato alla cattedrale nel 1488: dalla cima, raggiungibile con oltre 200 gradini, si gode un panorama che spazia dal golfo di Capodistria fino alla costa verso Pirano.
La Cattedrale di San Nazario
La Cattedrale dell'Assunta e di San Nazario, con una navata lunga circa 70 metri, è tra le chiese più grandi della Slovenia. La sua facciata unisce elementi rinascimentali nella parte alta a un impianto gotico più antico nella base; all'interno si conservano opere del pittore veneziano Vittore Carpaccio e il sarcofago del santo patrono della città.
Poco distante, vale una sosta anche il Museo Regionale, ospitato nel cinquecentesco Palazzo Belgramoni Tacco, con reperti archeologici e la suggestiva Sala Nobile al primo piano.
Come arrivare da Trieste o da Lubiana
Da Trieste Capodistria si raggiunge in pochi minuti d'auto o d'autobus lungo la costa: è il primo comune sloveno di rilievo che si incontra superato il confine, a poca distanza dal capoluogo giuliano. È la meta ideale per una gita di un giorno.
Da Lubiana la città dista circa un'ora e mezza di auto, percorrendo l'autostrada che scende verso il mare attraverso l'altopiano del Carso, sulla stessa direttrice che prosegue poi verso la Croazia. Per orientarsi tra le distanze e i collegamenti stradali dell'intero paese è utile consultare la cartina della Slovenia.
La costa vicina: Pirano e Portorose
Capodistria è il punto di partenza naturale per esplorare il resto dell'Istria slovena. Pochi chilometri più a sud si trova Pirano, con il suo Duomo affacciato sull'Adriatico e la casa natale del compositore Giuseppe Tartini, e Portorose, la località balneare più frequentata dai turisti italiani, con hotel, casinò e stabilimenti termali.
L'intera costa fa parte di una regione storicamente contesa tra influenze italiane, slovene e croate, e chi prosegue verso sud entra rapidamente nei territori dell'Istria croata, completando così il quadro di questa penisola divisa tra tre paesi.

